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CAOS VACCINI, DI CHI E’ LA RESPONSABILITA’?

Al di là di qualsiasi notizia riportata dai mezzi di informazione, la mancanza di certezze sulle dosi dei vaccini la percepisci effettivamente solo nel momento in cui ti trovi davanti un medico che, da questo punto di vista, di aggiornamenti ne ha ben pochi. “Il richiamo? Non lo so. Dovrei farlo tra pochi giorni, ma vista la situazione diventa tutto molto difficile da capire”. Ecco. Perché il punto sta proprio qui.

I ritardi nella consegna dei vaccini gettano nello sconforto non soltanto tutti gli italiani, anche se sappiamo benissimo che ci toccherà aspettare ancora un po’ prima di poterci sottoporre tutti alla vaccinazione per sconfiggere la pandemia da Covid-19, ma soprattutto i medici e gli operatori sanitari che hanno veramente creduto di poter superare questa crisi sanitaria con l’arrivo delle prime dosi e il pensiero che quelle fiale promesse dalle case farmaceutiche sarebbero arrivate nei giorni stabiliti. E invece no. Perché il nostro Paese, che fino a qualche tempo fa era lo Stato con una delle percentuali più alte di vaccini effettuati, sconta adesso un forte ritardo nella consegna dei vaccini. Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza covid, non dorme sogni tranquilli. Lo ha dichiarato nelle scorse ore nei vari salotti televisivi. Aggiungendo che “faremo ogni cosa per perseguire chi è il colpevole” e per far sì che si possa mettere finalmente un punto in questa pagina triste dell’emergenza sanitaria. Ma, appunto, chi è il colpevole? Di chi è la responsabilità, o colpa, di questo ritardo nella fornitura dei vaccini? Mi piacerebbe vivere in un paese in cui i contratti siano rispettati. In cui, cioè, gli accordi non vengano disattesi per chissà quale motivo. Mi piacerebbe vivere in un paese in cui chi sbaglia paga. Il premier Conte ha annunciato già di voler procedere con i ricorsi. Arcuri giura che farà di tutto per far sì che le dosi previste siano consegnate. L’Unione Europea, per bocca del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, assicura che intende “far rispettare i contratti firmati” e che a questo scopo “possiamo utilizzare tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione”. Benissimo. Ma è più che lecito chiedersi come mai si verifichi una situazione del genere. Come mai ad un’azienda (leggi Pfizer) viene permesso di comunicare, con pochissime ore di preavviso, che sarà consegnato il 29% in meno delle fiale destinate all’Italia. Facendo poi anche di peggio. E cioè decidendo in maniera autonoma a quali regioni sarebbero state mandate le dosi e in quale quantità. Con il rischio che chi aspettava il richiamo ne sarebbe rimasto sprovvisto.

Che il commissario straordinario per l’emergenza Covid non sappia come sia potuto accadere tutto ciò ci obbliga ad una riflessione. L’unica certezza è che l’Italia era il Paese in Europa con la più alta somministrazione di vaccini. Pensate che la scorsa settimana viaggiavamo su una media di 80mila dosi al giorno. Mentre in questi ultimi giorni l’asticella si è ridotta toccando quota 28mila. Senza considerare poi il giallo delle siringhe, la cui scarsità ha creato non poche polemiche. Sarebbe bene che qualcuno iniziasse a darci una spiegazione, un motivo per cui si riescano a verificare situazioni simili. Gli italiani sono stati rinchiusi in casa e privati di libertà fondamentali. I nostri sacrifici non possono essere vanificati da chi non è in grado di rispettare gli accordi. E da chi, soprattutto, non riesce ad alzare la voce per fare in modo che non siano disattesi.

Irma Annaloro

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