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Il Covid-19 ha cambiato le nostre abitudini?

IL COVID-19 HA CAMBIATO LE NOSTRE ABITUDINI?

Alla domanda posta nel titolo, verrebbe automaticamente e magari senza indugio di rispondere di sì. Ma, è chiaro che sia impossibile generalizzare. Ovvio che nel lockdown, le nostre consuetudini quotidiane sono drasticamente cambiate, ma finito il periodo di maggiore espansione del virus, guai, comunque, ad abbassare la guardia, stiamo a poco a poco tornando ad una sorta di normalità. In molti, ad esempio, si sono recati più o meno normalmente in vacanza, altri hanno ripreso a frequentare i ristoranti e l’attività lavorativa non più in smart-working è, gradatamente, aumentata. Con le precauzioni del caso, riteniamo giusto che tutti noi abbiamo, in qualche modo, ripreso le varie abitudini, anche se, probabilmente, il Covid-19 ci ha fiaccato, se non nel fisico per chi ha avuto la fortuna di non essere contagiato, almeno dal punto di vista psicologico. La fobia di essere infettati è, per alcune persone, difficile da cancellare ed è indubbio che questa paura condizioni il nostro modus operandi quotidiano. Sappiamo, ad esempio, di nostri concittadini che vanno, tuttora, malvolentieri nei supermercati e quando, magari al banco della verdura, si forma un mini-assembramento, evitano accuratamente di avvicinarsi, attendendo che non ci sia nessuno nei paraggi. Alcuni, fortunatamente pochi per la verità, escono ancora con scarso entusiasmo dalle mura domestiche che, mai come in quest’ultimo periodo, sono diventate una sorta d’indispensabile sfera protettiva da cui è molto difficile distaccarsi. Sull’uso delle mascherine, poi, ci sarebbe da scrivere un romanzo; anche qui, si notano differenze, spesso, abissali. C’è chi la indossa in modo pressochè automatico appena si allontana dalla propria abitazione, mentre qualcuno, non sappiamo se sbadatamente o volontariamente, non la porta più con se. Come in tutte le cose, la via di mezzo è, forse, quella più auspicata pure in questo caso specifico. Bisogna assolutamente indossarla, a nostro avviso e guardando alla logica, nei luoghi pubblici al chiuso e sui mezzi pubblici, ma se siamo in zone all’aperto, scarsamente affollate, allora possiamo certamente abbassarla, o toglierla. Insomma, siccome ogni individuo è diverso dall’altro, è chiaro che anche il Coronavirus ha inciso in modo differente sulla psiche di tutti noi; certamente, nessuno, almeno ce lo auguriamo di cuore, si è potuto dire indifferente alla tragedia che ci ha, improvvisamente, colpito, ma la reazione non è stata sicuramente univoca. L’importante, e su questo mi auguro che tutti siano d’accordo, è che la potenza devastante del Covid-19 si riduca progressivamente e che in tempi ragionevoli sia disponibile per ogni essere umano un vaccino, testato e sicuro, tale da poterci immunizzare.

Maurizio Filippini