BENVENUTI SU STATI UNITI D'ITALIA

Questa è la nostra visione del futuro. Tu che visione hai per il futuro del nostro Paese?

La variante Delta preoccupa il nostro Paese. Ecco gli ultimi dati

C’è un dato che preoccupa, e anche parecchio, il nostro Paese. Ed è quello che riguarda il rilevamento della variante Delta nella varie regioni italiane. Una percentuale che, purtroppo, negli ultimi mesi è cresciuta. E ora, stima l’ECDC, il Centroeuropeo per il controllo delle malattie, alla fine di agosto il ceppo individuato per la prima volta in India a ottobre potrebbe veicolare il 90% dei contagi in Europa. Destinato, dunque, a diventare dominante, sostituendosi alla variante più diffusa. Che, oggi, come sappiamo è quella inglese.

Previsioni non proprio confortanti e che potrebbero mettere a serio rischio il prossimo autunno ma anche la ripartenza del nostro Paese. Proprio adesso che tutta l’Italia si è colorata di bianco, con un allentamento delle restrizioni e delle limitazioni per evitare il contagio da Covid19. Proprio ora che tutte le attività economiche avevano ripreso ritmi almeno più regolari rispetto agli ultimi mesi di crisi e di buio più totale. Proprio adesso che il turismo e la ripresa degli spostamenti avrebbe potuto contribuire, e non poso, al rilancio della nostra economia e delle nostre produzioni. Proprio ora che, bisogna dirlo, la fiducia e la speranza degli italiani in un ritorno alla vita di tutti i giorni si era fatta più concreta.

L’Italia è quinta al mondo per la percentuale di casi dovuti alla variante Delta. Il maggior numero di casi si registra in Campania (dove la variante sarebbe stata già rinvenuta nel 25% dei tamponi sequenziati): 83 nel Vesuviano e 44 a Torre del Greco. Il Lombardia la percentuale è salita al 3,2. Nel Sassarese ci sono 15 contagi, 3 nel Teramano, 5 in Abruzzo. Casi anche in Emilia, dove la variante circola soprattutto a Modena, Piacenza e Bologna. C’è allarme anche in Sicilia. Così il nostro Paese si riorganizza per cercare di stringere i tempi tra la somministrazione della prima e della seconda dose. D’altronde, il premier Mario Draghi è stato molto chiaro: “I rischi legati alle varianti, e in particolare alla cosiddetta variante Delta, ci impongono di procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità. Dobbiamo inoltre continuare a concentrarci sui soggetti più fragili, come i più anziani, che sono maggiormente a rischio di morte o di ospedalizzazione.

In attesa, dunque, del nuovo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità sulla reale espansione della variante Delta anche in Italia, il Paese cerca di correre ai ripari. Per evitare, soprattutto, un autunno come quello dello scorso anno. Anche perché la variante corre e fa paura. Non tanto per la letalità, quanto per la sua contagiosità specie fra i più giovani.

Irma Annaloro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *