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MORIRE SUL POSTO DI LAVORO: UN DRAMMA SU CUI RIFLETTERE ATTENTAMENTE

Il recente e straziante caso della giovane mamma, deceduta mentre lavorava in una piccola azienda tessile del pratese, è, purtroppo, significativo di come, nel tecnologico 2021, si debbano ancora registrare tragedie di questo tipo. La sicurezza sui posti di lavoro è una tematica importante e complessa, forse, però, non del tutto analizzata compiutamente. Quando accadono fatti così tragici, per qualche giorno si accentra l’attenzione su questa grave problematica, ma poi, colpevolmente, quando i riflettori si spengono altre persone, quotidianamente, rischiano ugualmente di non tornare a casa.

Nonostante la pandemia che, giocoforza, ha ridotto l’attività lavorativa, troppo spesso le cronache ci segnalano fatti similari a quello successo in Toscana e ciò deve fare riflettere seriamente chi è deputato a garantire la sicurezza sui posti di lavoro. Perdere la vita in un modo così drammatico, magari ricevendo pure compensi minimi, non è accettabile e le Istituzioni tutte dovrebbero interrogarsi. Occorre favorire il lavoro, ancora di più in un periodo così complesso per la nostra economia, ma nel contempo fare sì che i luoghi dove ognuno di noi opera siano sicuri e non si trasformino in posti pericolosi. Bisogna investire nella sicurezza in modo costante ed adeguato e le norme in vigore, dovrebbero essere seguite in modo attento e responsabile. E’ compito, ovviamente, della Magistratura fare piena luce su tali drammatici fatti, ma per scongiurare il troppo frequente ripetersi di “morti bianche” è fondamentale agire con costrutto per il bene di tutti noi. Ci sono alcune Regioni in cui tale triste fenomeno è più accentuato, ma non è necessario stilare una sorta di “classifica” per capire che la tematica sia molto rilevante e forse un pò troppo trascurata. L’obiettivo deve essere, dunque, quello di riservare fondi appositi per mettere sempre più in totale sicurezza le nostre aziende, grandi o piccole che siano. Bisogna, però agire in fretta e non solo sull’onda della spinta emotiva per la morte di una ventenne con figlio. Lo dobbiamo a Lei ed a tutte quelle persone che escono di casa al mattino pensando, giustamente, di poter, poi, tornare normalmente alla propria abitazione dopo una giornata impegnativa e che, invece, spesso per colpe altrui, perdono la vita in modo atroce, lasciando i propri familiari nella più completa ed umana disperazione.

Manuel Vescovi

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