BENVENUTI SU STATI UNITI D'ITALIA

Questa è la nostra visione del futuro. Tu che visione hai per il futuro del nostro Paese?

Numeri, numeri e ancora numeri. Una certezza: the show must go on

Come nei film horror nei quali la scena più terrificante è semplicemente quella successiva, così il duetto Conte Speranza prosegue a discettare imperterrito e ad inanellare errori su errori seguiti da quel che è peggio: ossia soluzioni che appaiono di gran lunga peggiori del danno e dove l’ unica certezza è rappresentata dalla perenne incertezza e stato confusionale permanente.

Una situazione all’ indomani della proclamazione delle nuove zone rosse come fossero una conquista in cui il ventilato e Speranz(oso) “spirito di marzo” ha tutta l’ amara consistenza di un alibi ipocrita costruito più per coprire un fallimento che per una reale convinzione visto che rabbia ed incertezza regnano sovrane.

A prescindere, e lo si ripete da sempre, i forti dubbi di incostituzionalità degli strumenti utilizzati al fine di comprimere libertà costituzionalmente tutelate e quindi di illegittimità dei conseguenti provvedimenti adottati, l’ elenco dei ritardi e delle mancanze del governo sono sotto gli occhi di tutti: dalla disorganizzazione, confusione e contraddizione nell’ acquisizione dei dati a presupposto dei provvedimenti, alla disorganizzazione dei sistemi di mappatura e tracciabilità del virus; e ancora dalla carneficina fatta della medicina di base di fatto scomparsa e causa prima dell’ affollamento dei pronto soccorso e degli ospedali; alle terapie intensive assolutamente insufficienti, per continuare con il grande mistero (chi li ha visti) dei vaccini antinfluenzali  per finire ai disastri nella scuola, al deficit dei trasporti locali, per finire all’ omicidio doloso dell’ economia, l’ elenco è talmente lungo da poter riempire un’intera pagina di giornale anche se potrebbe continuare con l’ elenco altrettanto lungo dei provvedimenti promessi e mai realizzati così come di quelli assolutamente ridicoli e non credibili la cui esemplificazione avrebbe il sapore di una barzelletta se non fosse la tragica realtà.

Ciò nonostante l’inquilino senza contratto alcuno di  Palazzo Chigi continua ad ostentare certezza che la gestione italiana della pandemia sia stata davvero un modello ammirato nel mondo, anche se gli basterebbe visitare un ospedale di qualsiasi regione, o uscire in strada per sbattere la faccia contro un muro.

“Il governo la scorsa estate non è mai andato in vacanza” egli chiosa: a parte il fatto  di una “excusatio non petita” che equivale ad una “accusatio manifesta”, e a parte lo stravolgimento dei fatti, verrebbe invece da dire che se fosse invece  andato ufficialmente in vacanza sarebbe stato sicuramente meglio.

Il risultato è che appare decisamente sinistra l’ affermazione del Premier che “proprio adesso ci dobbiamo preparare alla rinascita” perché “le pandemie ci sfidano in resilienza ma anche in creatività” così come quella ministro della Salute Speranza (un nome un programma) che esorta gli italiani a tornare allo “spirito di marzo”. Come a voler dire che la seconda ondata pandemica (ampiamente prevedibile) fosse tutta a causa loro e non favorita dalla infinita catena di errori, ritardi ed omissioni messi in fila a partire da questa estate da chi, invece di giocare con monopattini e banchi a rotelle avrebbe avuto il dovere istituzionale di prevenirla.

Penoso pertanto che di fronte ad una Italia che crolla, laddove tutto viene inesorabilmente chiuso tranne i porti addirittura spalancati a clandestini e trafficanti i quali ci mettono in casa se non potenziali terroristi (ma Nizza ad un sordo che non vuol sentire ci dovrebbe dire qualcosa), di sicuro mano d’ opera a iosa per la microcriminalità urbana e non (con la beffa in quest’ ultimo caso che le ingenti risorse dilapidate per favore ed incoraggiare tutto ciò sono sulle tasche già vuote degli italiani),  si assiste ad un conflitto perenne fra Stato e regioni, fra regioni e regioni, fra sindaci e Stato, fra sindaci e regioni, un caos che fa tornare di triste attualità il manzoniano “comanda chi può, ubbidisce chi vuole” non a caso tratto da quelle celebri pagine romanzate con cui descriveva l’ epidemia di peste a Milano.

Lo sfogo di De Luca all’ indirizzo di Luigi Di Maio, “il cui solo pronunciare il nome mi evoca istinti che vorrei preservare” (ipse dixit), checché se ne possa pensare sul Governatore ed i suoi altrettanti errori, finisce per esserne la cartina di tornasole.

Il tutto ora accompagnato da questo stillicidio di colori da giallo a rosso (guarda caso) per le nostre regioni, distillato attraverso l’ altalenarsi infinito di un marasma parallelo di pareri contrastanti di tecnici, virologi e presunti esperti (che torno a ripetere sono ora in numero superiore ai deceduti) che passano disinvoltamente dalle vetrine televisive  fra previsioni di catastrofi umanitarie ed ecatombe di morti a previsioni di speranza subito altrettanto prontamente smentite dall’ esperto successivo. Anche qui un numero di pareri inversamente proporzionale però alla esasperante lentezza delle decisioni politiche che dovrebbero accompagnarli.

Già le decisioni politiche. Al di là della manifesta incapacità governativa con la quale, oltre a volerci far indebitare a tutti i costi con l’ estero,  si sta distruggendo l’economia e il ceto medio  di un intero Paese, appare invece straordinariamente presente l’ unica capacità in cui appaiono autentici campioni  di decisionismo: quella profusa nella compressione delle libertà, l’ imposizione di coprifuoco e ordini di reclusione domiciliare. Praticamente le stesse identiche soluzioni adottate in pieno medio evo e rinascimento, con la sola differenza che furono assunte pari pari più di cinquecento anni fa senza dover ricorrere ai numerosissimi e costosissimi esperti per decretarle e con la lugubre attuale postilla finale, (ovviamente taciuta) ossia che stanno salendo i numeri di tutti coloro che vengono bellamente  mandati al cimitero in quanto affetti da altre gravi patologie che causa Covid non ricevono più cure, o perché i relativi malati si vedono costretti a rinunciarvi.

Viene da chiedersi se appare troppo pretendere che anziché bloccare e chiudere tutto si blocchino e si sanzionino le sole condotte di chi non rispetta distanziamenti ed uso di mascherine o quei locali che siano effettivamente inadempienti (se ho i ladri nel supermercato devo fermare i ladri e non chiudere il supermercato); se appare troppo pretendere che andava rafforzata (qui si con provvedimenti straordinari) la medicina e la rete dei medici di base onde diminuire la pressione sugli ospedali; se apparivano impossibili piani straordinari di fornitura e pronta distribuzione domiciliare di tamponi e bombole per l’ ossigeno; se era troppo pianificare con precise direttive sui concessionari i trasporti pubblici locali; se appariva troppo intervenire subito con aiuti di caratteri fiscali attraverso il congelamento dei pagamenti delle varie cartelle esattoriali; se era troppo intervenire come in Germania con sussidi automatici alle attività produttive attraverso il loro calcolo percentuale sul fatturato dell’ anno precedente.

E se era anche troppo pretendere almeno in questa fase di stress economico la chiusura dei porti  con effettivi respingimenti alle frontiere senza dover assistere ad altre tragedie del mare create ad arte con pronte videoriprese ad effetto (una madre che piange disperata) su di queste da parte delle Ong casualmente subito sul posto. Quello che risulta certo è che in queste traversate vengono volutamente imbarcati numerosi minori non accompagnati da assegnare (previo pagamento) ai clandestini che se ne servono. E ci sarebbe davvero da essere tristemente curiosi solo se si effettuasse la prova del dna, nello scoprire che quelle povere vittime di tanta crudeltà umana  si possa dare il caso non fossero figli naturali di alcuni di loro. Perché partire con gommoni semi sgonfi? perché con mezzo serbatoio? e tante altre domande le cui risposte non si vogliono conoscere perché scomode. E’ assolutamente atroce e disumano continuare ad accettare tali tragedie umane favorite da tanto falso buonismo, che alimenta solo il business degli sciacalli e che si sarebbero potute evitare solo se realmente si intervenisse laddove tutto ha origine.

E poi da ultimo un’ ultima amara considerazione finale. Si viene inondati da immagini di ospedali in sofferenza e di risorse umane sempre più messe a dura prova ed inferiori alle necessità,  accompagnate sempre più spesso in queste ore da disperati appelli ad intervenire ed aiutare: ebbene di fronte a queste grida di dolore dove sono quelle ONG che affermano di avere tanto a cuore la vita umana? Se ne ha alcuna traccia? O forse che alcune vite valgono meno (economicamente parlando) di altre? 

Non so quindi quale “rinascita” abbia in mente il nostro Governo. La sensazione è che si navighi nell’ incertezza e nella contraddittorietà o poca credibilità dei provvedimenti che si susseguono ma si sa come affermava Esopo più piccola è la mente e più grande è la presunzione. Ossia quella presunzione di aver volutamente escluso finora qualsivoglia contributo dato da tutte le forze politiche nell’ ambito di quella che sarebbe la sede per eccellenza: il Parlamento.

La verità, al di là di mere dichiarazioni di intenti anche per l’ immediato avvenire, è che pare di assistere ad una farsa.

Ma come affermava il compianto Gigi Proietti “durante una farsa si ride con le lacrime agli occhi. Ma finita la farsa (ed anche questa come tutte le vicende umane ha avuto un inizio ed avrà necessariamente una fine), le risate sono destinate a finire e rimangono solo le lacrime agli occhi.

Quelle stesse lacrime che accompagneranno appunto quella “rinascita” che solo il nostro Premier riesce a vedere. Ma si sa: l’ ignoranza genera più fiducia della conoscenza. Ma questo lo si sa e non lo dice Conte, lo sosteneva Darwin.

Mauro Mancini Proietti