Ovvero la moltiplicazione dei numeri negativi
un libro di Giuseppe Saglimbeni

Commento a cura di Erika Basile
Siamo in Sicilia: terra di conquista, dove si sono succeduti nei secoli tanti popoli conquistatori; ma anche centro e cuore del Mediterraneo.
In questo romanzo sarete catapultati in un periodo storico che tutti conosciamo, almeno per averlo studiato sui libri e tra i banchi di scuola, lo sbarco dei Mille in Sicilia. Questi garibaldini furono tanto aspettati e supportati dai picciotti siciliani, che speravano idealmente che la vita di tutti potesse cambiare, che le condizioni generali dell’isola potessero migliorare, che potessero almeno affrancarsi e distaccarsi dai Borboni e dai Napoletani, tanto considerati diversi da loro.
E sullo sfondo, ad Unità d’Italia avvenuta, si inserisce un altro tema fondamentale (anche se anacronistico per il periodo): la divisione delle terre agricole, da togliere ai grandi latifondisti e da distribuire equamente ai piccoli contadini.
A dispetto del titolo, i protagonisti sono due: il notaro Girolamo Battiato, notaio da generazioni, ricco di famiglia; e la vedova Cosima Pregadio, che invece deve preoccuparsi giorno dopo giorno come trovare da mangiare per i suoi due piccoli figli. Da una parte chi, nonostante le ricchezze e gli agi, abbraccia con fervore giovanile i nuovi ideali risorgimentali che già dal lontano 1848 stavano sconvolgendo in senso positivo tutta l’Europa. Dall’altra chi, orfana di nascita e senza famiglia, deve combattere con le difficoltà quotidiane per non essere costretta ad abbandonare i suoi figli in orfanotrofio e per non fare la prostituta essendo bella di aspetto o la mantenuta di qualche signorotto locale. Ci sono molti salti temporali tra il presente ed il passato recente: non si perde mai il bandolo della storia, anzi si comprenderanno meglio alcune situazioni future.
Ma, e non vi svelo nulla, questa esperienza di guerra contro l’esercito borbonico sarà per il Notaro sconvolgente e massacrante sia dal punto di vista fisico che psicologico e tornano alla mente le pagine e le riflessioni di Calvino sul visconte dimezzato.
Inoltre rieccheggiano tra queste pagine altre famose parole scritte da un altro grande autore siciliano nel Gattopardo “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”
Il titolo ci ricorda una regola matematica: due numeri negativi moltiplicati tra loro danno sempre un numero positivo. Questo non vuol dire assolutamente, come si pensa, che “mal comune mezzo gaudio”: cioè mettere insieme due persone infelici e che soffrono rende entrambe meno tristi e soli; anzi attraverso la condivisione delle proprie vite e delle proprie esperienze passate ci si può arricchire e migliorarsi a vicenda.
Leggetelo, anche solo per la curiosità di leggere la storia della conquista del Regno delle due Sicilie dalla parte di chi Siciliano ha direttamente partecipato a questa esperienza e vissuto sulla propria pelle questa importante esperienza storica. Non è raccontata con gli occhi di uno dei Mille.




