
Uno treno per Tokyo: un incontro che cambia tutto di A cura di Francesca Barbuto e Domenico Castelliti
Immaginate di incontrare, sullo stesso treno diretto a Tokyo, una persona che ha il vostro stesso nome. È da questa coincidenza che prende vita la storia di amicizia tra Nana Komatsu e Nana Osaki, due giovani ragazze apparentemente così diverse, ma destinate a intrecciare le loro vite e a condividere ben più del nome.
Si tratta di una storia dai toni ironici ma anche malinconici, capace di alternare leggerezza a momenti di profonda riflessione interiore. Numerosi temi si intrecciano: la ricerca dell’indipendenza, l’amicizia, la scoperta delle fragilità umane, l’amore con le sue mille sfaccettature tra sogni, ambizioni e tradimenti. Le emozioni e i sentimenti delle protagoniste vengono messi a nudo, dando vita ad una storia in cui ci si può rispecchiare: si ride e si piange insieme a loro, immedesimandosi nelle loro avventure.
Nana Komatsu è dolce e gentile, a volte sembra quasi una bambina per la sua ingenuità. Sogna una vita piena di amore e di affetti. Decide di trasferirsi a Tokyo principalmente per riavvicinarsi al suo ragazzo Shoji, dopo un anno di relazione a distanza, ma anche per conquistare una propria indipendenza. Presto, però, si trova di fronte delle sfide inaspettate da superare e capisce che la vita non è fatta solo di rose e fiori, ma può essere anche dura e crudele.
Nana Osaki è ribelle e sicura di sè, spesso più matura della sua età. Dedica la sua vita alla musica e al suo sogno di diventare una cantante di successo. Dopo lo scioglimento della sua band decide di ricominciare proprio a Tokyo. Lì vive Ren, ex membro del gruppo e il suo ex ragazzo, un legame profondo che l’ha segnata e che continua a intrecciarsi con la sua musica. Dietro la sua facciata da dura, si nascondono delle fragilità che emergono piano piano nel corso della storia.
Nonostante le nette differenze, tuttavia, nasce tra le due giovani, immediatamente, una connessione sincera. Proprio perché così diverse, riescono a completarsi a vicenda e a trarre insegnamenti profondi l’una dall’altra. Nana Komatsu insegna l’importanza di aprirsi ai sentimenti e di affidarsi agli altri, dimostrando che non tutti se ne vanno e che i legami autentici, come le vere amicizie, possono resistere al tempo. Al contrario, Nana Osaki incarna la capacità di affrontare le sfide della vita con determinazione, senza arrendersi di fronte alle difficoltà, trovando dentro di sé la forza per essere autonoma e andare avanti da sola. Insieme rappresentano le due facce della stessa medaglia: fragilità e forza, amore e solitudine, sogni e disillusioni. La forza di andare avanti e di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà si riflette nel fiore di loto tatuato da Nana Osaki, un fiore che nasce dal fango e che lei chiama “Fiore di Ren”. Simbolo del suo passato travagliato, rappresenta la sua resilienza e la determinazione a inseguire i propri sogni nonostante il dolore. Allo stesso tempo, questo fiore incarna anche la crescita personale di entrambe le protagoniste, che riescono a trasformare le avversità della vita in occasioni di rinascita e di forza interiore. In Italia sono stati pubblicati 21 volumi. Purtroppo, sia il manga che l’anime – composto da 47 episodi – sono stati interrotti a causa di problemi di salute dell’autrice, lasciando la storia priva di un vero finale. Di recente, l’autrice stessa ha pubblicato un post su Instagram con la copertina di Nana. Un piccolo gesto che ha riacceso la speranza di un possibile ritorno e di un finale.
Nell’attesa di nuove notizie su Nana,
Buona visione e buona lettura!
