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Il decreto agosto sosterrà turisticamente solo i Comuni capoluogo: nessun aiuto per i piccoli centri italiani.

Il Ministro Franceschini ed il Governo Conte, si dimenticano, colpevolmente, di prevedere, nel decreto “agosto” aiuti concreti per sostenere il turismo pure in luoghi che non siano capoluogo di provincia. Quindi, le piccole località non avranno alcun beneficio da questa iniziativa che riteniamo assolutamente insufficiente, in un periodo in cui, viceversa, doveva essere fatto uno sforzo maggiore e capillare per aiutare concretamente un settore tanto vitale, quanto in palese affanno. A livello centrale, dunque, nulla è stato, purtroppo, previsto per supportare i piccoli centri italiani che patiscono chiaramente, ad esempio, la grave mancanza dei turisti stranieri. Due pesi e due misure che stigmatizziamo apertamente, poichè l’Italia è particolarmente ricca di molti borghi che dovrebbero essere valorizzati e promossi. Certo, città importanti come Firenze o Roma, hanno subito un notevole calo di visitatori e quindi appaiono costantemente in affanno, ma non comprendiamo come mai, appunto, non si sia pensato anche alle miriadi di piccoli agglomerati non capoluogo che meriterebbero pari attenzione. Nel nostro Paese, il comparto turistico ha, da sempre, un valore inestimabile e la pandemia ha messo in seria difficoltà albergatori, ristoratori, proprietari di bar e tutte quelle persone che direttamente o indirettamente ruotano, lavorativamente parlando, in questo rilevante settore. Non si può ragionare su un turismo di Serie A, quello relativo alle grandi località ed uno di Serie B, o addirittura di categorie inferiori se prendiamo, invece, in considerazione medio-piccole località che racchiudono però, anch’esse, tesori architettonici e culturali in genere di elevato spessore.

Una migliore distribuzione dei fondi dedicati al predetto segmento economico, sarebbe stata, dunque, auspicabile, proprio per non fare torto a nessuno. Le palesi ed incomprensibili disparità di trattamento a livello pubblico, sono giustamente e malamente comprese da chi, ritiene, a ragione, di avere gli stessi diritti di coloro i quali operano nelle città più popolose. Insomma, quando si prendono specifiche determinazioni, come quella di cui abbiamo trattato, sarebbe meglio, prima di agire, fare un’attenta valutazione complessiva dei pro e dei contro. Più equità, logicità e buonsenso sarebbero stati elementi decisamente graditi….

Manuel Vescovi