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Prodotti ed esperienze dal territorio: il turismo esperienziale

Abbiamo già in una diversa occasione trattato, seppure in maniera incidentale, il tema del cosiddetto “turismo esperienziale”, quale nuova forma di turismo connessa alla promozione di tutte quelle singolari quanto ricercate esperienze legate indissolubilmente ai territori, idonee ad indurre i turisti a visitarlo.

Il “turismo esperienziale” rappresenta un cambiamento epocale nell’ambito turistico, in quanto sino a pochi anni fa le attrazioni principali erano costituite dalle bellezze naturali e dalle bellezze artistiche. Al contrario, oggi molti turisti cercano un luogo in cui sia possibile “fare” e non semplicemente osservare, assaporando quindi in quel determinato luogo emozioni legate strettamente ed in maniera peculiare al medesimo, pertanto al singolo territorio, ed alle attività nel medesimo storicamente svolte. D’altronde, ogni territorio – ciò vale in particolare per il nostro Paese e certamente per la regione Toscana in cui vivo – tende ad offrire al turista, per le proprie caratteristiche intrinseche, emozioni diverse da quelle riconducibili ad altre aree. Per rispondere a siffatta nuova esigenza del “fare”, molte aziende agricole hanno creato al loro interno locali dedicati alla degustazione dei loro prodotti, olio, vino, insaccati; numerose imprese destinate alla somministrazione di cibi e bevande hanno deciso di offrire ai turisti, nell’ambito della degustazione dei vini, le cosiddette “piramidi”, così da illustrare alle persone interessate le peculiarità proprie di vini apparentemente simili, in quanto provenienti da una medesima area, ma in realtà aventi caratteristiche assai diverse; alcune aziende hanno deciso di offrire ai turisti la possibilità di partecipare, a pagamento (pagare per lavorare!), alla vendemmia o alla raccolta delle olive, così da consentire loro di vivere in maniera intensa e reale esperienze connesse a faticose attività agricole. In definitiva, come già evidenziato, un cambio epocale che impone ed imporrà in futuro nuove tipologie di marketing turistico, che sappiano meglio rispondere alle nuove esigenze del nuovo turista. Sotto questo profilo interessanti anche molti libri con i quali negli ultimi anni numerosi scrittori hanno riportato alla luce storie di vita vissuta all’interno di territori più o meno noti, storie oramai dai più dimenticate ma capaci di ingenerare nel turista la curiosità di riviverle all’interno del perimetro di quei territori, a contatto con ciò che ha fatto parte integrante delle storie medesime. In tale senso, un libro che ho avuto il piacere di leggere di recente (“Due Passi Indietro tra Chianti e Valdarno” scritto da Massimo Acciai Baggiani e Italo Magnelli, edito dalla casa editrice Porto Seguro), che nel descrivere storie caratterizzanti il territorio del Chianti e del Valdarno Fiorentino, stimola nel lettore la curiosita’ ed il desiderio di conoscere i luoghi e le persone nel libro menzionati, per assaporare le esperienze anche sensoriali nel medesimo descritte: turismo esperienziale appunto.

Avv. Silvio Pittori