BENVENUTI SU STATI UNITI D'ITALIA

Questa è la nostra visione del futuro. Tu che visione hai per il futuro del nostro Paese?

QUEL CHE RESTA DI QUELL’ IDEA…

…IN CUI ECUMENICAMENTE PENSAVAMO DI POTER ACCOGLIERE ED INTEGRARE TUTTI E CHE CI LASCIA INVECE ANCORA PIU’ DIVISI E SOCIALMENTE ED ECONOMICAMENTE FRAGILI

Non si tratta di avere la sindrome di Cassandra, ne appare elegante affermare quello che già molti analisti affermavano da tempo a partire dai servizi USA agli inizi di quest’ anno, ma è ovvio che se hai un assassino in casa in qualche modo è entrato, specie se hai avuto cura di lasciargli la porta aperta come mi ero permesso di sostenere su queste stesse pagine appena qualche articolo fa.

Non si tratta di avere doti divinatorie, ma le mie considerazioni, così come accaduto per le roboanti dichiarazioni di vittoria per l’ operazioni autostrade poi rivelatesi come previsto un flop, o come per gli stati generali che non avrebbero prodotto come poi puntualmente accaduto nulla, o ancora come quanto detto sulla favola dei recovery fund che erano tutt’ altro che soldi già in tasca e che tutto erano meno che soldi regalati come ora si sta toccando con mano,  erano molto più che semplicemente lo sviluppo logico e ragionato delle cose.

Così come quando affermavo che presto qualche lupo solitario, tra tutte le migliaia di clandestini che così elegantemente continuiamo a far entrare, anzi addirittura ad invogliare ad arrivare con sanatorie e ora con permessi di soggiorno truffa, e quindi ancora a fare accomodare con tanto di sussidi e navi di lusso per la quarantena a spese dei contribuenti,  avrebbe dato traccia di se, non è che avessi alcuna sfera di cristallo, stava solo nella logica dei numeri.  Ma capisco come affermava Josh Billings che l’ incredulità è appunto la saggezza degli stupidi.

Ciononostante, la decapitazione di Samuel Paty a Parigi, l’ uccisione di due donne ed un  guardiano della chiesa di Notre Dame di Nizza, gli attacchi anche a Digione e a Gedda, e ancora l’ uccisione ad Avignone di un uomo armato di coltello mentre urlava “Allah akbar”, continuano ostinatamente a non volerci dire nulla. Strana cosa per un Presidente del Consiglio che abbia voluto tenere rigorosamente per se le deleghe ai servizi segreti mentre come al solito si alza il livello di allerta antiterrorismo al livello massimo.

E ancora poca cosa scoprire l’ acqua calda data dal fatto che l’ attentatore avesse in tasca  un foglio rilasciato dalla Croce Rossa e fosse tra i tanti passati per Lampedusa: scusate se non da li da dove? Qual’ è l’ unico Paese in cui si possa arrivare soggiornare e fare impunemente quel che si vuole speronando addirittura le nostre forze dell’ ordine e riceverne in cambio addirittura una medaglia d’ oro? Come dire: quando la realtà supera oltremodo la fantasia.

Il punto è, o sarebbe, semmai cercare di capire cosa stia accadendo in generale nel nostro Paese, o, meglio nella nostra società all’ indomani del terzo millennio, e come mai sia possibile che possa avverarsi tutto questo.

Se non si trattasse di qualcosa di quasi inspiegabile ci si chiede come sia possibile assistere a misure demenziali, illogiche ed irrazionali che per decreto e non per legge a livello internazionale anziché bloccare la pandemia bloccano le attività economiche ove si possono chiudere bar ristoranti teatri centri di cultura ma (e questo però solo in Italia) lasciare spalancati i porti ai clandestini.

E per rimanere qui solo dalle nostre parti, come sia possibile non capire che si sta riacquistando e nazionalizzando a caro prezzo, e a spese di tutti, imprese fino a ieri svendute per pochi euro? e che ci si voglia a tutti i costi indebitare con l’ estero anziché ricorrere al risparmio interno pagando interessi ai nostri piccoli risparmiatori se  non altro con benefici ritorni quantomeno in termini di incremento della domanda interna lorda. Come sia possibile non capire che quella minima parte di recovery fund che sono realmente a tasso zero non li avremo mai perché mai saranno approvati nonostante l’ espediente sia ora necessaria la maggioranza qualificata anziché il criterio dell’ unanimità? Si crede sia davvero impossibile per i paesi frugali, sol che uniscano il loro voto  impedire l’ approvazione? E che sia ancora possibile non aver capito che la parte più corposa dei recovery fund non sono soldi regalati ma prestiti in piena regola? E ancora non capire che distinguere tra ricorrere ai recovery fund ovvero ricorrere al fondo salva stati (il MES) è stare a discutere del sesso degli angeli tanto prestiti sono gli uni e prestiti sono gli altri? Ed è ancora possibile non capire come non sia in discussione ormai la necessità di fare una manovra fortemente in deficit accrescendo debito su debito sulle generazioni future  con l’ aggravante ora di volersi indebitare verso l’ estero, quanto piuttosto di come voler utilizzare i soldi così ottenuti?

Qui infatti a leggere le linee guida (aria fritta fatta salva la digitalizzazione), siamo  ben lungi dal pensare investimenti strutturali e forieri di futuri benefici anche in termini di rientro dal debito. Qui il problema è navigare a vista e sono ancora le regalie e i sussidi a perdere distribuiti istericamente e tardi o un reddito di cittadinanza a beneficio di camorristi e spacciatori a farla da padrone. Come dire: se non lavori ti pago se lavori ti tasso ….quale vuoi siano  le indicazioni che se ne traggono?

E a quanto pare non saranno certo le scelte o le idee che usciranno dal cilindro in cui i soliti esperti riuniti negli Stati generali annunciati e svolti in pompa magna a darci la soluzione anche perché, lo si è visto,  questo corposo pacchetto di idee è desolatamente vuoto e riposto nei cassetti della Presidenza del Consiglio mentre è invece piena ovviamente la lista delle spese che questa ennesima messa in scena ci è costata. La tragedia è che detta festa dell’ inutilità si sia svolta ancora una volta alle spalle degli italiani e, soprattutto,  in un periodo in cui la crisi morde davvero.

Eppure la formulina magica sarebbe sempre la stessa: infrastrutture, scuola, ricerca, sviluppo ed innovazione, sburocratizzazione, e, dulcis in fundo, reale riforma della giustizia con la separazione delle carriere riservando l’ autonomia costituzionalmente riconosciuta alla sola magistratura giudicante dovendo solo questa assicurare imparzialità: i magistrati della pubblica accusa (gli avvocati di Stato negli Usa) non devono essere indipendenti bensì essendo parte nel processo devono rappresentare gli interessi e gli indirizzi dati dallo Stato come avviene appunto nel rito anglosassone. Se si hanno responsabilità di governo di fronte al Parlamento e di fronte ai cittadini, la si deve avere anche sul fronte del come si amministra la giustizia. Saranno poi gli elettori a giudicarmi. Ad oggi troppo spesso pezzi di Stato vanno contro altri pezzi di Stato il risultato è il caos.

Ma, soprattutto, riforma delle riforme, il principio meritocratico inserito nella nostra carta costituzionale. Tante,troppe le carriere e gli incarichi anche di governo, dati a soggetti senza alcun titolo e senza arte ne parte con il rispetto di tutti a cui deve essere sempre data la possibilità di poter progredire.

Come dire: il libro dei sogni per una società assolutamente svilita e divisa nei suoi valori fondamentali e anche naturali, ove anche il solo concetto di legalità e doveroso rispetto delle regole appare cosa astratta.

Una società che non sa nemmeno più riconoscersi nemmeno nella sua matrice cristiana (non necessariamente cattolica) e dove è rigoroso la consegna del pensiero unico, del politically correct, e dove addirittura concetti come famiglia naturale, uomo e donna sono da abiurare e rinnegare così come dialogo, tolleranza e fraternità sono li solo a nasconderci delle nostre paure.

Ma sono cose che vengono da lontano come  la crisi dell’Occidente, l’incedere dell’Islam, l’ “apostasia” di chi dovrebbe rappresentare il potere temporale, e da ultimo l’ipocrisia delle classi dirigenti progressiste e la dissoluzione della famiglia naturale.

Si veda l’ attuale discussione del disegno di legge in materia di omofobia. Con la scusa di punire l’odio per motivi di genere, questa legge in realtà intende introdurre la teoria del genere: non Dio (o la Natura) li creò uomini e donne, piuttosto la cultura, storicamente, decide chi è uomo o donna. Non si riflette abbastanza che, abbattuta la distinzione naturale di genere e ridotta la famiglia a mero contratto, la società decade e questo sta già accadendo. E ne facciamo una questione culturale: guai discostarsene. Siamo alla dittatura del pensiero comune, unico, acritico, conformista.

A tal fine mi piacquero le parole di Benedetto XVI poco prima del suo passo indietro che merita ancora qualche risposta: “l’Occidente non ama più se stesso e della sua storia oramai vede soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro”. 

Di qui l’ esser prigionieri del relativismo storico e se qualche dubbio ancora permane basterebbe rileggere l’ ultima enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” per intuire il percorso in cui tuttavia più che l’ auspicato dialogo, tolleranza e discussione, pare assistere ad un monologo.  E’ il ritorno di quel sincretismo religioso di epoca moderna. Dio è unico ed è indifferente sotto quale nominativo è riconosciuto. Forse si parla troppo da politici di politica: politica sociale ed economica, dell’ ambiente, di accoglienza, e forse poco di spirituale. Ma si sa per sua natura, la politica è secolare, e il secolo è lo spazio e il tempo storico dell’uomo. Inutile pensare di eliminare per sempre dall’ umanità miserie,  ingiustizie e sofferenze di ogni tipo, finché si vive nel secolo. Il timore è che la nostra stessa matrice cristiana  stia subendo una torsione fatale, mentre il messaggio ex cathedra di oggi appare sempre più concentrato sulle miserie terrene che sulla salvezza dell’anima.

Si vuole pertanto continuare a nasconderci dietro il falso buonismo dell’ accoglienza senza contare che le classi colte e abbienti si avvalgono del loro supponente pensiero unico ed universale lasciando  esposti alle insicurezze date dallo stress culturale e falso integrazionalismo i cittadini più poveri delle periferie urbane sempre più insicure: predicano solidarietà e tolleranza e sopportazione a patto tuttavia che sia a carico degli altri. Nobili sentimenti sulla pelle altrui visto che gli accampamenti, i quartieri dormitorio, le strade dello spaccio, del degrado e della prostituzione non sono certo nei quartieri residenziali. Le forze di polizie meglio lanciarle ad inseguire quel malcapitato incauto che in pieno lock down osò farsi un bagno in mare. Ci domandammo in molti se altrettanto spiegamento di forze lo avremmo visto la sera stessa su una delle tante strade dei quartieri fantasma.

Ciò che si assiste è una crisi dell’ uomo che riguarda l’ uomo ma che riguarda soprattutto la nostra società mai come adesso così divisa. Una volta si parlava di frammentazione sociale, di Stato pluriclasse e di divisioni ideologiche, economiche o sociali. Il fatto è che oggi si è sempre più divisi ma ciò che mancano sono le idee i punti di riferimento e le piazze di questi giorni ce lo ribadiscano allorchè la scena delle legittime proteste da parte dei commercianti e dei cittadini che rivendicavano attenzione per le loro microeconomie che stanno andando in malora, è stata rubata da bande di facinorosi delinquenti per i quali non era assolutamente importante  il motivo per cui si era lì…era solo importante sfogare la loro voglia di distruzione fine a se stessa: sono i cosiddetti professionisti della guerriglia ed hai voglia a dire che la libertà di movimento di riunione e di pensiero è sacrosanta ma non può oltrepassare il limite della violenza. Gente riunita lì per il tramite dei social e che nei social e negli stereotipi annegano ogni forma di pensiero, di critica e di individualità. Si legge di tutto e non si comprende di nulla. Ma oramai è la stessa politica a parlare attraverso un tweet od un post. Oltre la decima riga non si può andare  hai visto mai. Non so cosa avrebbe potuto affermare oggi Cartesio che fondava il suo essere nel solo fatto di poter pensare o Max Weber con il suo pensiero logico.

La realtà è che aveva ragione il filosofo Zygmunt Bauman, quando parlava di una società liquida incapace di soffermarsi a riflettere e riaffermare i propri valori così come di riscoprire la bellezza della Politica, ma quella con la P maiuscola non quella becera ed urlata di oggi.

Non ci si stupisca allora di ritrovarsi di fronte ad un Governo che non ci rappresenta ed in fondo non ci ha mai rappresentato ove la permanenza al potere è l’ unico collante per tenere in piedi idee che non sono idee, pressappochismo e fantasia ove alcuni comici potranno fare politica ed alcuni politici possono allora permettersi di fare i comici.

Quello che conta è che dopo aver passato l’ estate a parlare di monopattini, bonus biciclette (giusto ovviamente anche di questi nemmeno l’ ombra), banchi a rotelle e chi più ne ha più ne metta, nessuno ha pensato ad riorganizzare i servizi di pubblico trasporto in vista della riapertura delle scuole,  la distribuzione e l’ organizzazione di servizi di tracciabilità per mezzo di tamponi e, e soprattutto, la ricerca di efficaci e puntuali metodi di controllo dei singoli comportamenti eventualmente pericolosi piuttosto che il controllo e la chiusura dei luoghi. Come dire: visto che non riesco ad impedire i furti nei supermercati, chiudo il supermercato ed ho risolto il problema.

Ma se questo può solo far sorridere o destare rabbia o piangere amaro, quello che piuttosto ci lascia ormai nello sconforto è che quella che si sta preparando è una manovra in deficit senza precedenti i cui debiti tra interessi e restituzioni segnerà per sempre il futuro della nostra come le generazioni future con la beffa che si accompagnerà al danno che di tutti i soldi presi ed i debiti fatti saranno dilapidati solo ed unicamente nelle esigenze contingenti di oggi senza nulla lasciare per il futuro. Al futuro andranno bene i soli debiti.

E lo stesso discorso vale anche per l’ Europa e l’ ennesima fumata bianca in vista della formazione del nuovo bilancio tanto sono esigue le risorse e le relative politiche che potranno essere messe in atto con buona pace di tutti coloro, anche in Italia, che lavorano ad esempio nel delicato settore dell’ agroalimentare le  cui politiche di sostegno rischiano di divenire solo un miraggio.

Ma, si sa anche qui : l’ Europa ha avuto bravi architetti che l’avevano progettata in un modo, ma il lavoro è stato proseguito da mediocri geometri e muratori che l’hanno trasformata in un altro. Lo stesso potremmo dire dell’ Italia solo che qui la mediocrità di certi attori è molto più che un concetto generale ed astratto.

Mauro Mancini Proietti