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Il turismo, fonte di benessere tra incertezza e sfacettature.

Il turismo è, da sempre, fonte di notevole benessere per il nostro Paese. Purtroppo, il 2020, verrà ricordato come un anno in cui, causa la pandemia, questo importante segmento dell’economia italiana, sia andato in palese sofferenza. Non poter, infatti, contare su un consolidato afflusso di turisti stranieri, è sicuramente una pesante penalizzazione per chi opera in questo comparto.

Gli stessi italiani, vista la crisi economica ed anche per il timore di frequentare luoghi lontani dalle proprie abitazioni, paiono abbastanza titubanti nel decidersi a confermare o prenotare le classiche vacanze. Ovviamente, è ancora troppo presto per fare bilanci, ma, giugno è stato complessivamente deficitario ed i dati di questo primo spezzone di luglio non sono così significativi per emettere chiari giudizi. Probabilmente, si potrebbe incrementare il turismo pendolare, cioè quello che vede le famiglie spostarsi verso le località di villeggiatura, specialmente marine, il sabato o la domenica, col rientro, poi, nella stessa giornata.

Un aumento di questa tipologia di vacanzieri, potrebbe dare un minimo di aiuto agli operatori del settore, in questo caso, principalmente i balneari e coloro i quali hanno bar e ristoranti, mentre per chi ha una struttura ricettiva, un aumento del “mordi e fuggi”, ovviamente, non inciderebbe per nulla. Ripetiamo, però, che bisogna attendere prima di emettere sentenze troppo pessimistiche, poichè il mese di agosto, solitamente periodo più gettonato per le ferie, potrebbe riservare delle gradite sorprese.  E’ chiaro che, purtroppo, vi siano tantissimi italiani alle prese con gravi difficoltà quotidiane, tanto che sono cresciute, ahinoi, in modo esponenziale le persone che si devono rivolgere ad apposite associazioni per riuscire a mangiare regolarmente, ma la speranza è che, comunque, chi possa permettersi anche solo qualche giorno di vacanza, decida, alla fine, di partire.

Questa estate, anche per capibili motivi, sono prepotentemente tornate di moda le seconde case, magari in campagna, o in zone isolate e le agenzie immobiliari, in alcune aree italiane, sembrano perfino non riuscire a soddisfare tutte le esigenze. Indissolubilmente legato al settore del turismo, vi è poi tutto quel variegato mondo di lavoratori stagionali che, proprio dal periodo estivo, traggono una fondamentale fonte di reddito; per loro, purtroppo, le cose appaiono molto difficili, poichè se la clientela scarseggia, giocoforza si riducono pure le opportunità di lavoro per le predette persone.

Insomma, è un’estate ancora con molti e gravosi punti interrogativi, anche dal punto di vista del turismo; un calo di presenze è pressochè certo, auguriamoci però che, a settembre, si possano trarre delle conclusioni meno catastrofiche di quelle che si potevano prospettare dopo l’improvvisa emergenza sanitaria determinata dal devastante Coronavirus.