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CASO REGENI: LE VERITA’ TROPPO NASCOSTE

Si potrà mai arrivare a scoprire tutta la verità sulla triste vicenda che ha visto l’atroce morte del giovane Giulio Regeni? Una domanda più che lecita, visto che le autorità egiziane paiono ben lontane da quello spirito collaborativo da più parti auspicato. La storia del nostro connazionale è tinta di giallo ed i numerosi appelli dei genitori a fare piena luce, individuando i veri responsabili, della scomparsa del proprio figlio, sono, finora, complessivamente caduti miseramente nel vuoto.

E’ vergognoso quello che sta accadendo ed è davvero inaccettabile che il nostro Paese non pretenda di conoscere nel dettaglio i termini dell’angosciosa questione. Finora, è prevalsa da parte dell’Egitto, la volontà di erigere una cortina fumogena sul tutto, addossando colpe ad individui che paiono solamente delle vittime sacrificali e sacrificabili. Il Governo italiano e la Magistratura devono essere, quindi, maggiormente incisivi e pretendere che quanto successo emerga, dunque, in tutta la sua palese drammaticità, assicurando alla giustizia chi si è effettivamente macchiato di tale efferato crimine. Più passa il tempo, peggio è, visto che diventa inevitabile come le cose tendano poi a finire, colpevolmente, nel dimenticatoio. Non è giusto che dei genitori non abbiano il diritto di conoscere una verità che, ad oggi, è artatamente nascosta. Capiamo, ovviamente, le grosse difficoltà in cui si muovano le nostre autorità preposte a seguire la complessa vicenda, però è indubbio che si debba richiedere loro, per quanto di loro competenza, di essere il più possibile incisivi e continui nel pressare gli egiziani. E’ doveroso, altresì, che l’opinione pubblica italiana resti, pertanto, sempre vigile e faccia sentire il proprio appoggio ai familiari che non devono essere lasciati soli nella naturale richiesta di verità. Lo dobbiamo, principalmente, al nostro giovane connazionale, barbaramente ucciso in terra straniera per motivi tuttora oscuri; l’Italia non può trascurare tale fatto che, lo ricordiamo, è accaduto agli inizi del 2016. Sono, dunque, trascorsi invano quasi cinque anni dalla sua scomparsa ed è doveroso che tutti noi ci s’interroghi sul perchè questa storia sia, finora, ricca solamente di depistaggi, orchestrati, immaginiamo, dai servizi segreti egiziani. E’, dunque, una vera battaglia per la verità che dobbiamo assolutamente vincere. Non bastano più le troppe parole di vicinanza o d’impegno spese dai politici, ma occorre arrivare, finalmente, a risultati concreti e possibilmente risolutivi!

Maurizio Filippini

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