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Questa è la nostra visione del futuro. Tu che visione hai per il futuro del nostro Paese?

E’ DI SABATO LA SCRITTURA DI UN’ALTRA PAGINA VERGOGNOSA DELLA NOSTRA STORIA: TRA CRIMINALITA’ E ORDINARIA FOLLIA

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?  Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? (fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi?  Così nel 63 a.C. un indomito Marco Tullio Cicerone contro Catilina, ossia colui che era a capo di una congiura contro lo Stato. Le famose catilinarie che salvarono Roma da un ennesimo colpo di Stato. Ma da noi a quanto pare a Cicerone non è permesso parlare e l’ ennesimo voto di fiducia a tagliato le ali ad ogni tentativo di resistenza.

E come non rammentare queste parole e la loro drammatica attualità all’ indomani dell’ ennesimo crimine scientemente perpetrato contro lo Stato, contro l’ Italia e contro gli Italiani ostinatamente da parte di un Governo  che con lo smantellamento dei decreti sicurezza, non può a questo punto essere ignaro di pagare dazio alle cosche criminali che speculano e lucrano sul traffico di esseri umani e che muovono un giro di svariati milioni di euro. Cosa che fa riconoscere senza ombra di dubbio il fatto che “Gli unici che applaudiranno a questo decreto saranno scafisti e trafficanti a cui oggi quest’aula sta facendo un regalo” (Salvini).

Così come non può essere consapevole questo Governo di voler deliberatamente assolvere all’ inconfessabile  mandato ricevuto  di uccidere l’ economia del proprio Paese attraverso manovre liberticide,  dall’ alto e dal basso,  ossia impedendo di fatto di lavorare e al tempo stesso indebitandolo per le generazioni future attraverso prestiti truffa spacciati per elargizioni a fondo perduto.

E tutto questo ancora al solo fine di permettere alla grande speculazione e agli amici degli amici di acquistare per poche manciate di euro gran parte delle grandi imprese italiane e del nostro made in Italy una volta che proprio questo Governo  avrà completato il suo “lavoro sporco” sulla pelle degli italiani.

Se con lo smantellamento dei decreti sicurezza e con la contestuale approvazione per legge del permesso umanitario truffa  (applicabile udite bene anche a chi nel suo Paese di provenienza non vede garantita appieno la sua privacy o la parità di genere) (sic), così come con il via libera alle organizzazioni criminali che del salvataggio in mare hanno fatto il loro business a cui è stata rimossa ogni sanzione e con la sanatoria infine di tutti gli immigrati ed il via libera al giro di affari per cooperative & co attraverso gli Sprar, si è messa una pietra tombale ad ogni timida difesa delle nostre coste contro l’ invasione programmata, ancor più grave è anche tutto il resto.

Eppure questa vergognosa pagina di storia non è che sia andata del tutto liscia e che qualcosa strideva a parte dei protagonisti si era intuito per la verità già in sede di conversione del decreto legge alla Camera. In quell’occasione due esponenti della stessa maggioranza hanno denunciato il ritiro di alcuni loro emendamenti posti in commissione affari costituzionali senza preavviso. E nemmeno sono pochi gli esponenti della maggioranza a provare imbarazzo ad esprimere un voto favorevole al  taglio di norme volute da loro stessi quando erano alleati della Lega.

Ma non solo una mano tesa alle organizzazioni criminali (che in qualche modo riusciranno ad essere riconoscenti con chi di dovere), ma anche una mano tesa agli amici della grande speculazione.

 Sorge infatti spontanea la domanda su quale sarà poi la sorte delle imprese italiane volutamente strangolate al fine di farle fallire e soprattutto su mandato di chi si sta facendo tutto questo.

A parte le nazionalizzazione e quindi il fatto di coprire con soldi pubblici i debiti dei privati (si veda Monte dei Paschi, Autostrade, l’ Ilva di Taranto o Alitalia, rimane infatti pure da chiedersi che sorte abbiano avuto molte aziende italiane dalle grandi società di capitali  ma anche quelle legate a tutto il sistema delle piccole e medie imprese anche nel settore dell’ agroalimentare, letteralmente fagocitate da altri Paesi, francesi in primis.

La vendita, o meglio la letterale svendita del made in Italy volutamente in crisi, è sotto gli occhi di tutti e qui non si tratta di mera delocalizzazione. E guai ovviamente a fare come fanno altri Paesi che, essi si, difendono le loro attività produttive. Da noi ogni tentativo da parte delle opposizioni viene subito liquidato sotto l’ accusa (guarda caso avviene solo nel nostro Paese ) di essere nazionalisti che osano non sottostare alla troika e quindi di voler vergognosamente difendere gli interessi degli italiani.

Sarà colpa della  globalizzazione, sarà colpa dei Paesi forti con forti disponibilità finanziare, ma è un fatto che si sta assistendo ad un rastrellamento posto in essere sotto lo sguardo assente se non compiaciuto dell’ attuale Governo,  pronto tuttavia a far finta di scandalizzarsi o allarmarsi o anche ipocritamente a stupirsi, allorchè si faccia questione di riduzioni di personale o assenza di piani industriali credibili.

E poiché non è possibile non sapere ci si chiede perché. Perché non si adottano misure di tutela come in altri Paesi? Perché non si tutela l’ italian sounding, i nostri marchi pregiati ed i prodotti “naturalmente italiani” a dispetto di leggi vetrina? Eppure la nostra filiera produttiva, rappresenta la creatività, l’ originalità ed il genio italico di tanti ingegneri, artigiani ed operai.

Ma a parte i provvedimenti liberticidi, a parte il fatto di calpestare la Carta Costituzionale con una decretazione d’ urgenza che tutto ha meno che i requisiti della necessità e dell’ urgenza (ma dare il via libera ai clandestini era così urgente?) e a parte ancora il fatto di imporre la fiducia e quindi mettere il bavaglio all’ interno della sua stessa maggioranza, ciò che appare anche odioso è il fatto di continuare a regalare soldi agli amici tecnici che stanno guadagnando quanto mai si sarebbero auspicati di guadagnare in tutta la loro vita con soldi pubblici spesi a palate in tutte le possibili task force si potessero mai allestire per arrivare a soluzioni che sono identiche di quelle prese dal medioevo in poi. C’ era proprio bisogno di spendere uutti questi soldi per arrivare a dire state tutti chiusi in casa?

E che dire degli Stati generali e tutte le cerimonie in pompa magna che li hanno preceduti e seguiti senza produrre assolutamente nulla se non una montagna di fatture da pagare a spese dei contribuenti così come le fatture milionarie per pagare gli amici armatori (stranieri) per l’affitto delle navi da crociera di lusso per i clandestini mentre molti italiani sono lasciati alla fame così come sono abbandonati terremotati commercianti  ed altro.

Ci si chiede cosa altro occorre per muovere l’ accusa di alto tradimento contro gli interessi del Paese.

Ma il castello di bugie ha le gambe corte. Marzo si avvicina e quando arriveranno i verdetti inesorabili della Commissione Europea che di fatto non potrà che bocciare  i recovery plan presentati dal nostro Governo (figuriamoci se per marzo sarà stata riformata la giustizia, la pubblica amministrazione, la previdenza sociale ed il mercato del lavoro), finalmente si dovrà ammettere di dover prendere proprio quella parte  di  Recovery fund fondati su titoli di prestito (ma la colpa sarà data ovviamente ai Paesi rigoristi) o altrimenti ricorrere al Mes per il quale, lo ricordo, non avendo anche qui a posto  i parametri previsti si dovrà procedere  alla ristrutturazione automatica del debito  pubblico che,  state sicuri,  avverrà ovviamente a sorpresa come nel 1990 nelle ore notturne con buona pace dei nostri conti correnti e dei titoli  di Stato il cui valore nominale verrà azzerato.

Ma state anche sicuri che a quel punto il Governo misteriosamente cadrà ed i suoi protagonisti altrettanto misteriosamente si allontaneranno dalle scene.

Poi si sa, o si è uomini o si è caporali, e quindi mentre qualcuno passerà all’incasso per l’ opera svolta, agli altri purtroppo rimarranno solo i debiti.

Ed allora ancora una volta viene da dire e tornare attuale: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?  Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet?   

Mauro Mancini Proietti

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