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Gardaland vuole ripartire. Ma per il Governo è più pericoloso di palestre e cinema

A Peschiera del Garda c’è il primo Parco Acquatico LEGOLAND d’Europa che sta aspettando di essere inaugurato, dopo che l’apertura è slittata al 2021 a causa della pandemia. Stiamo parlando di Legoland Water Park di Gardaland, il parco divertimenti più grande e famoso nel nostro Paese. Chiuso, come tutte le altre attività. E destinato a riaprire i suoi battenti il 1° luglio. Praticamente dopo che palestre, cinema e teatri avranno già ospitato il loro pubblico.

Una scelta, voluta dal Governo e messa nero su bianco nel Decreto riaperture, che l’amministratore delegato del Parco Divertimenti trova “incomprensibile”, perché non è possibile che “In Inghilterra e Usa i parchi hanno già riaperto mentre in Italia i parchi vengono ritenuti più pericolosi delle palestre o dei cinema che sono al chiuso”. C’è da dire, inoltre, che Gardaland sarebbe già pronto a riaprire al pubblico in totale sicurezza. Perché lo scorso anno, nel pieno dell’emergenza sanitaria, il Parco ha investito ben 1 milione di euro in un protocollo che ha funzionato perfettamente. Tanto che dalla riapertura ha registrato zero contagi. Nessuno si è infettato lo scorso anno. Solo il fatturato. Che ha perso un abbondante 70%. Ora, quello stesso protocollo anti Covid-19 potrebbe tranquillamente continuare ad essere applicato anche nel 2021, con l’aggiunta di ulteriori miglioramenti, se solo si consentisse una riapertura anticipata rispetto a quel 1° luglio che non farebbe altro che danneggiare ancora e ancora l’economia di un parco tematico e di un intero indotto. Come ad esempio la limitazione agli ingressi giornalieri e la prenotazione obbligatoria. O ancora l’applicazione per smartphone che eviterebbe lunghe file per l’accesso alle attrazioni.

La verità è che da una piccola economia di un Parco divertimenti come Gardaland può ripartire il nostro Paese. Basti pensare che il parco di Peschiera del Garda conta circa 250 dipendenti fissi (che insieme ai costi di manutenzione valgono circa 1,9 milioni di costi al mese per la proprietà). E che, nel periodo di affluenza, vengono assunte fino a 1500 lavoratori (lo scorso anno ne sono stati assunti soltanto 500). Se ci mettiamo, poi, tutte quelle attività, ristorazione, bar e strutture ricettive, che vivono grazie al parco divertimenti, non è difficile immaginare che sono almeno 15mila le persone che dipendono indirettamente da Gardaland. E non è poco.

Adesso, proprio oggi che festeggiamento i il lavoro e tutti i lavoratori, sarebbe ora di mettersi dalla parte di chi chiede di poter tornare a lavorare in tutta sicurezza. Oggi, 1° maggio, diamo forma e concretezza ad una ricorrenza che tutti gli anni celebriamo, dimenticandoci, forse, che le parole senza i fatti stanno a zero. Lo dobbiamo a chi si è ritrovato a casa senza sapere se e quando avrebbe fatto ritorno nel suo posto di lavoro. Lì, dove un lavoratore e una lavoratrice ritrovano la loro dignità di uomo e donna.
Irma Annaloro

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