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IL 2021 SARA’ L’ANNO DELLA RINASCITA?

In tempi molto rapidi, fortunatamente, è stato trovato un vaccino che sia in grado di contrastare il terribile Covid-19. Un drammatico 2020, si è, dunque, concluso con questa bella notizia che conforta tutti noi. Abbiamo, quindi, lasciato, per nulla a malincuore, dodici mesi costellati da lutti e da enormi problemi di tipo economico-finanziario; ora, ci auguriamo, che l’anno appena iniziato sia quello di una, magari, lenta ma costante rinascita anche dal punto di vista dell’economia mondiale ed italiana in particolare.

Dopo il vaccino anticoronavirus, occorre, pertanto, una potente iniezione per sostenere tutti quei settori che hanno e continuano a soffrire enormemente, causa la devastante pandemia. Ci aspettiamo, finalmente, aiuti sostanziosi e continuativi per cercare, quantomeno, di limitare i danni direttamente ed indirettamente provocati dal virus. Molte aziende hanno, infatti, già chiuso, altre temiamo debbano chiudere a breve e quindi non possiamo rimenere insensibili ad una vasta criticità che sta coinvolgendo milioni di famiglie italiane. Le Istituzioni, ai vari livelli, devono rendersi conto che, pur essendo primaria la salvaguardia della salute, è fondamentale anche scongiurare una vasta catastrofe economica che avrebbe conseguenze altrettanto letali. L’assistenza sanitaria ai cittadini deve, a nostro avviso, andare, pertanto, di pari passo con quella verso le piccole imprese, ad esempio, di tipo familiare che sono state messe a dura prova dal Covid-19. Solo in Toscana, Confcommercio rileva che circa 24.000 società abbiano dovuto chiudere nel 2020; un dato altamente significativo che, ci auguriamo, non trovi più alcun riscontro in questo nuovo anno. Il 2021, pur con tutte le incognite del momento, una volta fronteggiata al meglio la pandemia, deve essere dedicato a porre solide basi per un prossimo futuro che, auspicabilmente, dovrà segnare una graduale, ma costante ripresa dell’imprenditoria in senso generale. Non possiamo più permetterci, infatti, che altre imprese non possano più proseguire regolarmente la propria attività, mettendo così a repentaglio il futuro di tantissime persone. Se la vaccinazione, come speriamo fortemente, rispetterà un preciso cronoprogramma, allora ci si potrà sempre più dedicare ad un mirato piano programmatico per dare nuova linfa alla nostra economia. E’ chiaro che pure il 2021 sarà un anno di transizione verso l’agognata normalità, ma forti di quanto, colpevolmente, non fatto o fatto in minima parte nel 2020, sarà necessario, dunque, cambiare registro per, come detto, non affossare migliaia di aziende le quali, ahinoi, sono ad un passo dal tracollo.

Manuel Vescovi

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