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Le differenze di trattamento fra il calcio e gli altri sport ai tempi del Covid-19

Facendo i classici salti mortali, giocando praticamente ogni giorno per un periodo molto limitato di tempo, il campionato di calcio di Serie A, oltre a quello di Serie B, si è poi concluso “regolarmente”. Abbiamo messo le virgolette, perchè da più parti si sono levate critiche per questa formula compressa che ha reso la stagione 2019-20 molto diversa dalle altre, causa il Covid-19. A prescindere dall’opportunità o meno di terminare la massima serie ed il torneo cadetto, quello che ci rammarica è il fatto che, a livello di discipline sportive, si siano adottati candidamente due pesi e due misure.

Certo, è risaputo che il calcio è principalmente business e gli interessi economici sono talmente preponderanti che anche la politica ha fatto di tutto per concedere autorizzazioni e deroghe a pioggia; quello che ci sfugge è, invece, la netta disparità di trattamento verso altri sport. Vogliamo portare un esempio molto semplice, ma per noi decisamente significativo. Siamo in estate ed in questa stagione, ormai da anni, pure nel nostro Paese, è esplosa la passione per il beach-volley che, ovviamente, si gioca nelle spiagge e quindi all’aperto. Ebbene, fra la sorpresa generale degli addetti ai lavori e degli appassionati, sia a giugno che a luglio non si sono potuti organizzare tornei piccoli o grandi, perchè questa disciplina non ha avuto l’ok per riprendere la normale attività. A questo punto, considerando che, come detto, le partite si disputano in riva al mare, non vi è, come nel volley indoor nessun contatto fisico fra gli atleti, tanto che c’è una rete di mezzo che divide i contendenti, ci chiediamo come mai i beachers siano dovuti rimanere inattivi. Dopo un goal, Covid o non Covid, abbiamo visto le classiche “ammucchiate” di giocatori festanti ed ovviamente ci sono stati inevitabili contrasti e corpo a corpo nel corso delle varie gare; insomma, al calcio tutto è permesso, mentre il beach-volley è stato immediatamente stoppato. Sono da sempre un amante del cosiddetto “pallone”, ma nel contempo sono rimasto, comunque, stupefatto di questo diverso trattamento fra discipline sportive. Ancora una volta, dunque, la ventilata ma ormai datata purezza dello sport è stata bellamente accantonata per ritagliare uno spazio esclusivo, ad un mondo dove i soldi hanno acquisito una valenza sempre più crescente, tale da travalicare anche una pandemia….

Maurizio Filippini