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L’IMPORTANZA DEL VOLONTARIATO NELL’ERA DEL COVID

Purtroppo, il drammatico avvento del Covid-19, ha comportato il progressivo impoverimento di moltissime persone che, magari, prima del virus conducevano una vita pressochè normale, anche se non particolarmente agiata. Da tempo, dunque, le immagini televisive riprendono code infinite di nostri connazionali che attendono pazientemente di ricevere un pasto caldo o generi di prima necessità dalle varie associazioni di volontariato, sparse sulla penisola.

Ecco, mai come in questo periodo, ci siamo accorti come sia fondamentale aiutare gli altri e quindi vogliamo ringraziare quei volontari che dedicano parte della loro giornata a sostenere il prossimo. Stiamo parlando di note associazioni, molte ramificate sul territorio e ben organizzate, ma anche di quei singoli cittadini che in tante nostre città hanno dato vita a comitati spontanei, pronti a sostenere chi, da un momento all’altro, si è trovato nella condizione di non riuscire a sfamare se stesso ed i propri figli. Una situazione davvero imprevedibile per molti ed il protrarsi della pandemia non potrà, purtroppo, che aggravare lo stato di sofferenza economica di svariate persone. Il volontariato è, dunque, un bene prezioso ed in Italia è sicuramente all’avanguardia, ma, ovviamente, lo Stato non deve “cullarsi sugli allori” ma farsi carico, prioritariamente ed in modo continuativo, delle naturali esigenze di connazionali che si sono ritrovati, loro malgrado, in condizioni di estrema indigenza. Siamo lieti, fra i tanti e mirabili esempi, di segnalare, dunque, un’iniziativa spontanea di una famiglia residente a Montecatini Terme che, da mesi, è impegnata a distribuire in città, generi alimentari. Tre persone, due adulti ed una giovane ragazza, che, per diversi mesi e pressochè ogni giorno, sono riusciti a reperire beni di primaria necessità, sistemandoli nei pressi del palazzo dove abitano, per poi recapitarli a domicilio a chi ne aveva maggiore bisogno. Un’idea nata spontaneamente, che, poi, fortunatamente, ha trovato la piena e convinta adesione di commercianti della zona e di altri singoli cittadini che si sono adoperati per aiutare concretamente chi è sprofondato in un’improvvisa quanto devastante crisi. Oltre che alimenti, queste persone sono state in grado di creare una sorta di rete solidale anche dal punto di vista psicologico; in queste complesse circostanze, pure una parola di conforto o un sorriso, possono, infatti, essere di grande aiuto. Insomma, meno male che il Covid non ci ha inariditi, ma anzi ha spesso scatenato una lodevole catena di solidarietà umana che, nel buio di questi mesi, è stato come il manifestarsi di una luce di speranza in fondo al tunnel.

Maurizio Filippini

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