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RIDURRE GLI SPRECHI PER VIVERE MEGLIO. LE STORIE DI SUCCESSO.

Manca ormai pochissimo al Natale. Che feste saranno? Se ne parla ormai da diversi giorni. Perché tra disposizioni che ci confondono le idee su come trascorrere queste giornate di festa e un’epidemia che non vuole proprio allentare la presa, gli italiani sono abbastanza consapevoli del fatto che sarà un Natale diverso. Più sobrio, sicuramente. E forse anche un momento di riflessione su quello che ci resterà di un anno vissuto a metà.

Forse, però, potremmo già favorire questa fase di cambiamento e abituarci a trascorrere un giorno di festa senza il bisogno di preparare più cibo di quello che consumiamo. Una consuetudine all’italiana. Tavole imbandite fino a scoppiare e pranzi che sembrano non finire mai. Un’abitudine che, però, genera un eccessivo spreco alimentare che si potrebbe anche evitare. E lo dimostrano quelle storie di successo che portano alto il nome del nostro Paese. Come quello della prima birra prodotta utilizzando il pane invenduto e recuperato dai forni produttori. Si chiama “La166” ed è nata da una collaborazione tra l’associazione Lo Potentino Onlus e il Birrificio Basilisca di Potenza. Un’idea talmente innovativa e dall’impatto positivo sulla nostra economia da meritarsi il premio non sprecare 2020, categoria associazioni.

Sì, perché siamo un popolo di spreconi. Per rendere solo l’idea del cibo che gettiamo senza consumarlo, basta dire che nel nostro Paese ogni persona butta 27,5 kg di cibo all’anno. La produzione della birra potentina è certamente una misura che va nella giusta direzione. E cioè quella di trovare soluzioni e metodi alternativi per impiegare il cibo prodotto, evitando gli sprechi alimentari. Il momento è propizio. Perché la pandemia e l’emergenza sanitaria ed economica che hanno riguardato anche il nostro Paese ci impongono indubbiamente ad una riflessione anche su questo tema. Abbiamo letto di famiglie in difficoltà e di consumi che sono decisamente lievitati nel periodo del lockdown della scorsa primavera. Ed è chiaro che in questo contesto bisogna inquadrare strategie concrete che possano dare risposte certe ai bisogni della collettività, senza mai dimenticare il rispetto per la salute e per l’ambiente.

Tra le storie di successo, però, ci sono anche quelle applicazioni per i cellulari in prima linea per combattere contro gli sprechi alimentari. Il funzionamento è semplicissimo: i commercianti creano dei pacchetti con alimenti invenduti a prezzi scontati. Con un duplice risultato: attrarre più clienti e evitare sprechi inutili di cibo. Vale la pena ricordarselo proprio adesso che con il Natale alle porte ogni famiglia rischia di sprecare circa 80 euro di cibo. Dati che potrebbero aggravarsi quest’anno con l’emergenza sanitaria. Se proprio deve essere un Natale diverso, che sia anche migliore.

Irma Annaloro

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