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Riparte la stagione balneare, ma con quali regole?

Stagione estiva, al via. Temperature in aumento nell’ultimo fine settimana. Le spiagge si sono riempite, gli stabilimenti affollati. Le immagini che mostrano un timidissimo ritorno alla normalità fanno ben sperare per il futuro, ma spaventano anche un po’. Perché? Regole ancora poco chiare, troppe date sulle riaperture. Insomma, le Regioni e i Comuni si muovono in ordine sparso. E la speranza è quella di non ritrovarsi nella stessa situazione della scorsa estate. Quando il liberi tutti ha generato caos, inefficienze e la circolazione del virus tornato a fare più paura di prima.

Qual è la situazione? Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, da subito si è impegnato per far fronte alla sfida sanitaria, per programmare una ripresa del settore economico e sociale anche a partire dalla stagione estiva. Stagione che, però, deve rifarsi a disposizioni locali, con ordinanze balneari e sanitarie, che al momento hanno dimostrato solo come nel nostro Paese non ci sia una linea chiara per tutti. Con il rischio che gli unici a pagare il conto salato siano soltanto gli operatori del settore. Perché se in Emilia Romagna la stagione è iniziata almeno per la metà degli stabilimenti, è anche vero che Marche e Abruzzo chiuderanno il cerchio con le riaperture previste per il primo fine settimana di giugno. Nel mezzo, Campania, Toscana, Liguria, Veneto e Lazio che in qualche modo hanno già riaperto alcuni stabilimenti.

L’assenza di una disposizione nazionale sulle regole da seguire all’interno di stabilimenti, lidi e spiagge, contenute invece all’interno di disposizioni locali, gettano un’ombra sull’avvio della stagione balneare. Con il rischio che gli operatori del settore si trovino a navigare da soli nel mare magnum di regole e disposizioni poco chiare e di difficile interpretazione. Come ha già spiegato il presidente del Sindacato italiano Balneari Fipe-Confcommercio, le restrizioni previste per l’estate 2021 saranno molto simili a quelle dello scorso anno. Accessi contingentati in spiaggia, prenotazioni, organizzazione degli spazi in modo da evitare assembramenti e da garantire le giuste distanze tra ombrelloni e sdraio, sanificazione delle attrezzature (anche nel corso della stessa giornata).

E così potremmo continuare. Fatto sta che a Sabaudia lo scorso fine settimana, il primo della stagione, i gestori degli stabilimenti hanno manifestato non poche difficoltà e incertezze sulle regole da seguire in spiaggia. Perché? Perché sono troppo poco chiare. Insomma, l’auspicio è di far ripartire economia e turismo il prima possibile. Ma soprattutto, evitare che tutto questo si traduca in un “liberi tutti”. Sarebbe solo una brutta sconfitta che il nostro Paese non può assolutamente permettersi.

Irma Annaloro

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