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VIOLENZA SULLE DONNE E PANDEMIA: UN DRAMMATICO LEGAME

Le restrizioni domiciliari imposte da oltre un anno dal Covid-19, hanno, purtroppo, alimentato il grave fenomeno della violenza domestica. Non entriamo nel dettaglio dei dati, ma, in determinate situazioni, magari già a rischio prima dell’avvento del Coronavirus, è certo che l’obbligata vicinanza fra coniugi o conviventi, possa, talvolta, aver in qualche modo scatenato ulteriori reazioni inconsulte da parte dell’uomo. D’altronde, ogni anno, in Italia e nel mondo, si segnalano, ahimè, moltissimi episodi di violenza verso le donne, alcuni dei quali, poi, si tramutano addirittura in omicidi.

Restiamo, quindi, interdetti dalla recente decisione da parte della Turchia di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul che mira proprio a contrastare il predetto fenomeno. Una determinazione che ha, giustamente, scatenato varie reazioni di condanna, ma, ovviamente, il Presidente Erdogan ben difficilmente tornerà sui suoi passi. La nazione in questione, tra l’altro, non è immune da questo tipo di fatti, considerati alcune decine di femminicidi fin qui registrati nel 2021 e gli oltre 300 del 2020. Numeri significativi, dunque, che stridono apertamente con l’improvvida decisione assunta. Riteniamo insufficiente, poi, il fatto che tale fuoriuscita sia stata determinata dal fatto che si ritengano già sufficientemente adeguate le norme nazionali. Tra l’altro, come ricordato poc’anzi, lo stesso Trattato internazionale, venne firmato, nel 2011, proprio nel Paese turco e sancisce l’uguaglianza tra uomo e donna, definendo la violenza di genere come un atto discriminatorio ed una palese violazione dei diritti umani. Altresì, identifica la violenza domestica come qualunque pratica di violenza all’interno del nucleo familiare o tra coniugi e partner. Un documento che impegna gli stati firmatari ad adempiere ad alcuni precisi impegni sul tema che, ora, la Turchia non sarà più tenuta ad ottemperare. Insomma, un altro passo indietro da parte di una nazione che non è nuova ad atteggiamenti incomprensibili e spesso censurabili, come in questo caso. La donna dovrebbe essere sempre rispettata e non dobbiamo ricordarci di lei e della sua importanza, solo quando c’è la sua festa; a nostro avviso, bisogna, infatti, ancora impegnarsi maggiormente sulla delicata tematica, senza lasciare mai nulla d’intentato per salvaguardarla appieno. Tutti noi dobbiamo responsabilizzarci al massimo, esibendo fatti concreti e non solo con vacui intendimenti. Le parole, spesso esclusivamente di circostanza, non bastano per contrastare efficacemente il perverso odio che alcuni uomini provano verso le donne. Bisogna, inoltre, aiutarle a poter denunciare apertamente chi le maltratta; contattare per tempo le Forze di Polizia, può, infatti, salvare una vita.

Manuel Vescovi

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