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ANCORA SBARCHI SULLE NOSTRE COSTE. LA FESTA CONTINUA VENGHINO LOR SIGNORI

Puntuali come la grandine riprendono gli scellerati sbarchi di centinaia di migranti nella nostra terra di nessuno. Migranti (ovviamente economici  e pseudo chiedenti asilo) con ben scolpita nel loro volto la loro tracotante ed arrogante pretesa di impunità nell’ arrogarsi il diritto di entrare senza bussare in casa d’ altri con la solita scusa di fuggire da guerre fantasma. E lo fanno con il ghigno di chi sa di avere le spalle ben coperte dalla criminalità organizzata, dei mercanti di schiavi e dalla assoluta certezza di farla in barba con qualsivoglia diritto di uno Stato che se fosse davvero tale riconoscerebbe nel proprio territorio e nella sua inviolabilità uno dei suoi elementi costitutivi.

Certo verrebbe da dire che se uno Stato non sa difendere nemmeno i propri confini da una invasione criminale organizzata ci si chiede cosa serva a fare se non a divenire lo zimbello delle tante organizzazioni non governative che lucrano su  tale remunerativo business. 

Ed il dramma nel dramma è che così facendo finiscono per sfuggire quelle reali situazioni in cui davvero ci troveremmo di fronte a circostanze davvero di emergenza da parte di coloro che realmente sfuggono ad una situazione di reale pericolo ove sono in corso pericolose guerre intestine o ancora situazioni in cui le milizie terroristiche di Boko Haram e di altri integralisti islamici la fanno da padrone depredando villaggi e spargendo il terrore ovunque passano.

Ebbene tutto questo viene oscurato da quelle migliaia di altri migranti che altro non sono che migranti economici al servizio di una ben collaudata macchina che porta poi al loro sfruttamento, esso si disumano, ed inaccettabile in una società civile. Essendo entrati illegalmente, i clandestini non possono infatti inserirsi nel mercato del lavoro ufficiale prestandosi così al loro sfruttamento da parte di  datori di lavoro senza scrupoli, che li usano come manodopera a basso costo e in nero, finendo così per arrecare un danno ulteriore allorchè vengono ad abbassarsi i salari medi attraverso una vera e propria svalutazione sociale.

Questo senza contare il fatto che molti di loro sono in realtà destinati ad ingrossare la rete della criminalità organizzata, per la quale svolgono il cosiddetto lavoro sporco, prevalentemente in materia di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione.

Ma sarebbe ancora niente se non ci si arrende al fatto che politiche pseudo buoniste nell’ accoglimento a tutti i costi, senza se e senza ma, finiscono  non soltanto per allargare le maglie  della criminalità, quanto piuttosto ad essere esse stesse responsabili delle innumerevoli morti che continuano ad avvenire non soltanto nel braccio di mare che separa le coste del nord Africa e la Sicilia, ma anche lungo le frontiere della via balcanica a causa del freddo o altro ovvero in massacranti viaggi nascosti nei TIR ove spesso molti clandestini perdono la vita in seguito a incidenti stradali, per soffocamento o schiacciati dal peso stesso delle merci.

Questo senza contare i viaggi interni su cui davvero si sa poco o niente se non il fatto che deve trattarsi quasi sicuramente anche qui di un pesante tributo di vite umane da parte di chi  si sposta dall’ Africa meridionale attraverso il deserto e quindi  un pericoloso passaggio obbligato per arrivare al mare. Di qui un enorme traffico che le organizzazioni criminali disimpegnano a mezzo di camion o fuoristrada, che battono le piste tra il Sudan, il Ciad, il Niger ed il Mali  da un lato, e tra la Libia e l’ Algeria dall’altro.

Spiace dirlo ma se c’ è stato un momento in cui sono calate drasticamente le morti in mare  è stato quello in cui l’ Italia ha davvero praticato una più che credibile politica di fermezza nello chiudere i porti e pretendere che l’ Europa si faccia carico effettivamente della redistribuzione degli stessi anche perché chi scrive continua a sostenere l’ argomento che se proprio non si voglia procedere a rivedere la Convenzione di Dublino in materia di richieste di asilo, si chieda almeno che questa venga realmente applicata.

Se detta convenzione vuole infatti che sia il Paese in cui avviene lo sbarco a doversi far carico delle procedure di riconoscimento ed accertamento, ebbene questa si applichi davvero visto che quasi sempre le navi delle organizzazioni criminali che si occupano di effettuare o favorire la tratta, e quindi gli scafisti di secondo livello, sono quasi sempre battenti bandiera straniera così che per la legge della extraterritorialità detto sbarco deve intendersi effettuato nello Stato di cui la nave batte bandiera.

Ma a quanto pare nemmeno a questi sacrosanti principi di diritto internazionale si riesce ad appellarsi e proclami come sanatorie, sussidi, progetti Sprar ed un ventilato jus soli cosa si vuole che portino se non ad accrescere la fiumana di persone che tenteranno di riversarsi sulle nostre coste.

Ed il problema non si risolve certo con le maglie oramai larghissime del riconoscimento dello status di rifugiato o di legittimazione  ad un permesso speciale straordinario concepito proprio da chi a questo business non vuole affatto rinunciare. E tantomeno si risolve in quei sporadici casi in cui la clandestinità irregolare viene accertata atteso che non solo il respingimento, ma lo stesso allontanamento, appare una vera e propria favola quasi impossibile a realizzarsi vista anche la riluttanza dei Paesi di origine a riconoscere i loro connazionali e  quindi a rilasciare i relativi passaporti senza i quali si parla del nulla.

E tralascio anche di riferire quanto costano gli accompagnamenti alla frontiera tra risorse umane, biglietti di viaggio aereo, servizi ed ore di straordinario, carburante oltre che giorni e giorni di mancato servizio delle numerose forze dell’ ordine sottratte ai loro compiti di controllo del territorio e di tutela dei cittadini.

E questo senza contare l’ altra “furbata” dei numerosi migranti minori di età senza accompagnatore, che per legge non possono essere espulsi prima della maggiore età, né trattenuti assieme ai maggiorenni in Centri di identificazione ed espulsione. Lo sanno bene i trafficanti allorchè si premurano di inserirne molti in ogni carico proprio per eludere le vane resistenze di Paesi che vorrebbero opporsi a tanta illegalità.

Eppure secondo i giudici di Lussemburgo, assai frettolosi e sbrigativi nel condannare l’ Italia un giorno si ed un giorno invece anche, gli Stati membri dovrebbero continuare ad adoperarsi per dare esecuzione alla decisione di rimpatrio, che asseriscono continui a produrre i suoi effetti. Una decisione assai pilatesca e fuorviante atteso il fatto che non possono non essere consapevoli come certe cose sono facili a dirsi ma non certo a farsi in mancanza di precisi accordi con gli Stati che dovrebbero farsi carico del loro rimpatrio. Accordi ovviamente mercanteggiati a caro prezzo da parte di questi. E non è che non ci si renda conto come sono proprio i migranti ad essere utilizzati come arma di ricatto come ben si è potuto verificare da parte della Libia e della Turchia.

E’ questa una delle ragioni per le quali sarebbe un gran giorno quello in cui certi nostri politici inizino a smetterla di strizzare l’ occhio a certi traffici paventando politiche ancora più permissive ed indulgenti per compiacere una certa sinistra che della demagogia e del pregiudizio ideologico ne fa una vera e propria ragion d’ essere senza alcuna logica ed il benché minimo senso della realtà immaginando una società di soli diritti e nessun dovere in cui tutto sia dovuto.

Certo riconoscimento di diritti non a spese loro,  ma a spese della collettività e di  tutti  quegli italiani che tra innumerevoli difficoltà dovranno continuare a massacrarsi e a pagare tasse per permettere sul proprio territorio migliaia e migliaia di nulla facenti che li guardano sorridenti e divertiti dalle loro panchine e che vivono di sussidi a spese degli italiani ben certi che saranno solo loro sempre i primi ad accaparrarsi sanità ed alloggi gratuiti alla faccia di tutti i contribuenti e dietro il sorriso compiaciuto del sig. Letta di turno.  

Mauro Mancini Proietti

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