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EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’

In cosa consiste l’educazione alla legalità?

L’educazione alla legalità coinvolge un insieme disuggestioni di ordine filosofico, storico, sociologico e politologico, oltre che, ovviamente, squisitamente giuridico. La legalità possiede diverse sfaccettature, multiformi declinazioni, poliedrici approcci, relazioni “promiscue” e feconde: la legalità calata nel mondo dell’economia e della finanza, nell’universo giudiziario, immersa nel contesto europeo ed internazionale; la legalità ed i suoi rapporti stretti con la morale che spinge chiunque ad essere un buon cittadino, anche grazie ad una educazione che possa partire dai primi anni degli studi scolastici; per ultimo ma non ultimo l’interlocuzione, da sempre difficoltosa, fra gli italiani e la Pubblica Amministrazione, vista, non di rado, più come un avversario o, peggio, un nemico, che come un ombrello protettivo.

La legalità ha il suo archetipo nello stato di fiducia nei confronti degli altri: la fiducia è il fattivo moltiplicatore della legalità.

La legalità è il vero grimaldello per scardinare i tanto misteriosi “poteri forti”, che si lavano le mani dal dovere di rendere le vite vivibili, privatizzandone le incertezze esistenziali e gettando completamente sulle spalle del singolo la rimozione del peso dei propri fardelli.

Si parla molto di legalità ma la si vive e pratica toppo poco! Non è conveniente, è fuori moda, annoia. La legalità come insieme assai composito di concezioni, norme e strutture, è gettata nell’arena del quotidiano ed è vista come una sovrastruttura più che come viatico del buon agire umano privato e pubblico.

Dalla legalità alla politica il passo è breve, e ci costringe a domandarci: se fosse l’etica a poter dipanare l’arcano, a prendere per mano le persone e accompagnarle verso una concezione più profonda e veritiera della politica, irradiante l’uomo delle Istituzioni di una luce nuova, che ne modifichi il proprio comportamento interiore ed esteriore, e lo conduca a comporre sinergicamente la soddisfazione degli interessi personali con quelli comunitari?

L’educazione alla legalità siede su un percorso piastrellato di dialettica, dialogo, dibattito ed argomentazioni articolate e approfondite, ma anche costruito intorno ad esperienze vissute, concrete, quotidiane, grandiose nella loro piccolezza nascosta. L’educazione alla legalità scaturisce da un turbinio che, da più angoli prospettici, provoca discettazioni che gettano il cemento per un pensiero in grado di sintetizzare tutti gli altri, confluendo in una idea palingenetica e onnicomprensiva: una “etica planetaria”, una sorta di esperanto della morale, fondamenta della legalità che informi la condotta di ogni individuo e ne faccia emergere il nocciolo comune del bene, da cui tutti, ma proprio tutti, possano attingere a piene mani e goderne i frutti benefici.

La legalità è l’alfa e l’omega ed innalza l’uomo a cittadino e il cittadino a saggio gerente della res publica.

Solo quando capiremo che i beni pubblici, materiali ed immateriali, appartengono  prima di tutto a noi, estensioni in altro modo delle nostre proprietà e la cui funzione si atteggia nella loro condivisione paritetica e contestuale da parte di tutti gli altri “co-proprietari”,  tali in quanto concittadini, la legalità assumerà una fattezza non più ectoplasmatica ma corporea e fisica, sangue e carne, respiro e anima, dove l’economia, la finanza, il diritto e l’ordinamento normativo statuale assumeranno una nuova visione, un diverso contorno, una inaspettata vitalità, tangibile a tutti i cinque sensi.

Prof. Fabrizio Giulimondi

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