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IL REDDITO DI CITTADINANZA VA CAMBIATO O ELIMINATO?

Partiamo da una premessa: in momenti complessi come quelli determinati dalla pandemia, è fondamentale che lo Stato sia, oltremodo, pronto a sostenere i cittadini in difficoltà con strumenti adeguati e continuativi. Tale supporto, intendiamoci, non deve mai mancare, ma, certamente, il Covid ha, purtroppo, creato nuove sacche di povertà. Sono aumentati i disoccupati o i sottoccupati e quindi è doveroso che le Istituzioni siano molto vigili. Riguardo al reddito di cittadinanza, obiettivamente, fin dall’inizio eravamo un pò scettici sul suo valore; in effetti, poi, i dati ci dicono, complessivamente, che non sia stata una grande idea. Questo sussidio avrebbe, infatti, in qualche modo spinto le persone, ovviamente non tutte, a continuare a percepire questa forma di reddito, puntando, magari, ad integrarla con altre attività in nero, rinunciando ad una regolarizzazione che, conti alla mano, non sarebbe stata per loro così vantaggiosa. Un modus operandi che, ovviamente, non risolve le problematiche relative al grave fenomeno della disoccupazione e rende il reddito di cittadinanza come un qualcosa di addirittura dannoso. Cosa farne, quindi, di questo sussidio? Alcuni vorrebbero eliminarlo del tutto, altri lo difendono fieramente ed altri ancora punterebbero a delle modifiche. Siccome nell’attuale Governo ci sono molte anime, peraltro assai diverse fra di loro, toccherà, come al solito, al Presidente Draghi, trovare la quadra, mirando a non scontentare nessuno; cosa, peraltro, assolutamente non facile. Ad ogni modo, una cosa pare abbastanza chiara; ad oggi, questa formula di sostegno ha evidenziato varie falle e continuare ad applicarla in questa maniera, pensiamo possa solo essere controproducente, sia per le casse statali che, alla lunga, per gli stessi percettori. Auspichiamo, quindi, una veloce, quanto approfondita analisi che possa giungere ad un risultato equilibrato, il quale non alimenti ulteriori tensioni nell’ambito della maggioranza, ma che, principalmente, non determini un inutile e reiterato sperpero di soldi pubblici.

Maurizio Filippini

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