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PANDEMIA: LA MONTAGNA VIETATA

Ormai è praticamente ufficiale: la stagione invernale 2020-21 si archivia mestamente in maniera drammatica per gli operatori della montagna. Mesi di trepidante attesa per un’agognata apertura degli impianti, con tanto di mirati ed onerosi investimenti per garantire la massima sicurezza agli sciatori, ma alla fine, dopo vari rinvii, la situazione sanitaria non ha, ahimè, consentito l’atteso via libera. Un danno economico molto rilevante per questo settore che, ben difficilmente, riuscirà a recuperare terreno in estate, quando, ce lo auguriamo tutti, quantomeno un buon numero d’italiani sarà vaccinato e quindi potrà godersi delle vacanze finalmente un pò più serene.

Non sono un virologo e neppure un medico e quindi non entro nel merito della decisione di precludere le piste agli amanti della montagna, ma certamente, presa tale determinazione, occorrerà prevedere, parimenti, adeguati e questa volta rapidi indennizzi per chi ha perso, complessivamente, milioni di euro di possibile fatturato. Il nuovo Governo guidato da Draghi, dovrà, dunque, anche in questo importante settore turistico, dare risposte certe e tempestive per scongiurare un tracollo economico-finanziario da cui sarà difficile rialzarsi in tempi brevi. Confidiamo, quindi, che l’impegno del Ministro Garavaglia, responsabile del dicastero dedicato al Turismo, possa essere, dunque, foriero di buone notizie per i tanti piccoli e grandi imprenditori di questo comparto e per i moltissimi lavoratori, in gran parte stagionali, che hanno visto le loro entrate azzerate dall’avvento del Covid-19. Evitiamo, pertanto, che il 2021 si riveli addirittura più pesante dell’anno appena concluso e mettiamo in condizione chi sta soffrendo enormente, dal punto di vista economico, da oltre un anno, di poter guardare al futuro con un minimo di ottimismo. E’ chiaro a tutti che l’emergenza sanitaria nel nostro Paese e nel Mondo non sia, purtroppo, ancora conclusa, ma bisogna sempre ricordarsi che, parallelamente ai gravi problemi di salute, causati dal Coronavirus, stiamo, altresì, vivendo uno tsunami finanziario di proporzioni enormi. Pertanto, confidiamo che i gestori degli impianti sciistici e tutti quelli che, in condizioni di normalità, traggono il loro reddito dal lavoro invernale in montagna, possano essere congruamente ristorati, sia con fondi di carattere regionale che, ovviamente, da aiuti statali. Le nostre splendide ed invidiate località montane vanno sempre valorizzate ed ora, in condizioni di assoluta emergenza, ancora di più aiutate a sopravvivere a questa devastante pandemia, non solo sanitaria, ma, purtroppo, pure, come detto, economica.

Maurizio Filippini

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