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QUELLA INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ ESSERE E UN’AREA DI GOVERNO INSOSTENIBILE: RESISTO ERGO SUM

La vicende a dir poco grottesche a cui assistiamo in queste ore, se non fosse perché si tratta della realtà, sembrerebbero scene di ordinaria follia, sulla scia di un de ja vu di Prima Repubblica, con la sola differenza che all’ epoca si aveva almeno il decoro ed il pudore di fare questi “ mercatini”  nel buio delle cosiddette camere caritatis: erano i tempi delle cosiddette “crisi al buio”. 

In un Paese normale in una situazione eccezionale dovrebbe corrispondere un Governo eccezionale. Ad oggi invece pare che di eccezionale vi sia solo la formidabile resilienza di un  manipolo di deputati e senatori di fronte alla cosiddetta ultima spiaggia di chi è consapevole che, se dovesse essere restituito al consenso degli elettori verrebbe condannato a precipitare nel nulla.

E’ in questa chiave che vanno lette le dichiarazioni che provengono da esponenti delle (ex) forze  di maggioranza dalle parti del palazzo. Ed è in questa chiave di lettura che va compresa la caccia ai responsabili, leggasi “costruttori” ma io anche direi  “liberi muratori” chiamati a raccolta dal “Gran Maestro”.  Il punto è che non si ha nemmeno il pudore di edulcolorare la realtà e di sentirsi così sicuri di se, da non sentire nemmeno il bisogno di trovare nomi di fantasia per cercare di nascondere ai più quello che sta realmente accadendo e quali “realtà” si stanno chiamando a raccolta. E non è un caso che tra i vari “architetti” che si stanno occupando della cosa vi sia proprio un vecchio dinosauro da prima repubblica, Clemente Mastella e signora,  che parevano fino a ieri spediti e confinati a fare il sindaco di un lontano comune del mezzogiorno, ma prontamente richiamati a discendere di nuovo in campo in salvataggio di quel “sistema di potere” che da secoli fa da sfondo alle nostre trame di prima repubblica. Come dire: il passato che ritorna.

Come avevo anticipato nel mio precedente intervento pronosticavo l’ avrebbero chiamato “patto di legislatura” e patto di legislatura è stato il nome effettivamente poi scelto ma assicuro non vi sono capacità divinatorie….molto più semplicemente la pazienza di leggere tra le righe e le allusioni delle dichiarazioni per capire dove si vuole andare a parare.

Si dice di richiamare all’ordine il senso di responsabilità nei confronti di un Paese alle prese con una grave crisi pandemica ancora in atto ma, e soprattutto, alle prese con una grave crisi economica che sa tanto di recessione, una parolina magica che si fa fatica a pronunciare. Sullo sfondo ovviamente il convitato di pietra, il Recovery plan attraverso il quale accedere ai Recovery fund (non è purtroppo un gioco di parole). Ebbene non c’è l’uno e, lo ripeto da tempo, non ci saranno nemmeno i secondi. Vi sarà solo l’ onere di essere costretti a sottoscrivere pesanti mutui o prestiti (li chiameranno lo stesso Recovery fund) il cui saldo ricadrà pesantemente sulle gestioni future e sulla future economie, allorchè il nostro Paese sarà in vendita nel migliore dei casi ai  migliori offerenti di oltralpe, mentre nei peggiori, ma anche qui non siamo molto lontani dal vero, dalla criminalità organizzata che attraverso la disponibilità di ingenti capitali illeciti si sta già preparando ad effettuare il più prestigioso money laudering della storia.

Ma del resto non è che bisogna nascondersi i profondi legami dei “piani alti” di certe organizzazioni con nemmeno tanto velati “poteri occulti” così tanto legati alla grande speculazione trans nazionale leggasi altrimenti fondi di investimento.

Una volta nelle tante crisi di governo che hanno accompagnato la storia della Prima Repubblica (ma il vizio, complici le telenovele di aberranti leggi elettorali, mattarellum, porcellum e via dicendo, non si è affatto perso nella Seconda), si parlava di due modelli di crisi: la crisi parlamentare e la crisi extraparlamentare, rispettivamente la prima allorchè non veniva concessa la fiducia iniziale ovvero votata una mozione di sfiducia, e la seconda “doverosamente” allorchè il Premier prendendo onestamente atto di non avere più la sua maggioranza rassegnava le proprie dimissioni al Capo dello Stato. Cosa diversa erano i rimpasti di Governo allorchè si trattava solo di fare quegli opportuni restyling volti a “ripristinare” i mutati equilibri all’ interno dei partiti e delle forze che formavano la coalizione di Governo.  

Costituzionalmente queste crisi venivano ed erano risolte dallo stesso Capo dello Stato vuoi con il conferimento dell’ incarico ad un nuovo Presidente del Consiglio che, dopo i vari giri di consultazione, appariva quel nome forte  in grado di avere una sua maggioranza, ovvero attraverso lo scioglimento delle Camere e la indizione delle nuove elezioni.

Ed è proprio questo il punto inconfessabile e la chiave di lettura di quello che sta accadendo in questi giorni, laddove questa seconda via di uscita sarà tra pochi mesi sbarrata dal fatto che si entrerà nel cosiddetto “semestre bianco” allorchè al Presidente della Repubblica questo potere verrà meno.

Di qui le mancate “opportune” dimissioni del Premier il quale, tutto meno che responsabile, sta molto più semplicemente tentando di ricercare un manipolo di responsabili/costruttori/liberi muratori che serviranno ad una parvenza traballante di maggioranza (che non sarà d’accordo su nulla….altro che Recovery plan)  che servirà solo a traghettare uno dei peggiori governi della storia repubblicana verso quell’isola di salvataggio chiamata appunto “semestre bianco” che permetterà di avere a disposizione quei mesi che ancora occorrono per terminare il “lavoro sporco” che l’ avvocato (infedele) del popolo si accinge a fare in nome e per conto di Paesi terzi interessati a fare spesa da noi prima di potersi ritirare per godersi i risultati di questo capolavoro economico.

Un Governo responsabile e davvero rispettoso del popolo di fronte a tale baratro e all’insipienza maldestra della propria improvvisata azione di Governo (pessime relazioni internazionali, economia in caduta libera, riforme assenti o bloccate al palo da decreti attuativi che non verranno mai, grandi opere ferme da veti incrociati reciproci,  pessima gestione delle privatizzazioni/nazionalizzazioni a perdere e, da ultimo pessima gestione della pandemia che si vuole ora camuffare con una strepitosa corsa a fare il numero maggiore di vaccinati solo per poter dire con il sorriso raggiante, mentre si è seduti sopra un cumulo di macerie, di essere i primi in Europa: assolutamente demenziale e ridicolo), avrebbe da subito aperto la crisi con le sue dimissione e dati i pieni poteri al Capo dello Stato.

Non sarebbe affatto il baratro perché lo scioglimento delle Camere porterebbe ad un governo del Presidente (un nome forte ed autorevole di natura tecnica e di transizione) che avrebbe il compito di pianificare (ascoltando finalmente tutti) quei progetti di serie riforme strutturali realmente necessarie e da finanziare senza ricorso ad elemosine di Stato mentre si occuperebbe di pari passo di dare ossigeno vero alla nostra economia morente.

Un Governo autorevole di transizione che avrebbe il solo scopo di mettere in sicurezza il Paese da portare a nuove elezioni restituendo finalmente la parola agli elettori. Ma lo si diceva, si trattava appunto di dimostrare di essere davvero responsabili ma qui l’ unica responsabilità che si profila all’ orizzonte, salvo miracoli ed un briciolo di coscienza, è quella di assistere all’ennesima conta dei numeri il cui scopo è uno soltanto: sopravvivere mentre il Paese muore.

Un giorno potremo sicuramente consegnare alla storia questo Governo come uno dei peggiori e sprovveduti  di sempre, ma è anche vero che quando quel giorno arriverà (ripeto salvo miracoli) sarà troppo tardi e seguirà la stessa parabola del Monte dei Paschi di Siena e relativa Fondazione due grandissime realtà economiche che regalavano al loro territorio ricchezza a piene mani fino a quando intervennero  la sinistra e certi poteri nemmeno poi tanto occulti  ed il risultato finale, tra acquisizione di banche decotte, crediti deteriorati, edge fund, e titoli tossici, è sotto gli occhi di tutti: un default annunciato che solo la mano pubblica (anche qui) è riuscito ad occultare.

La differenza per il nostro Paese è che non ci potrà essere nessuna mano pubblica bensì solo e soltanto una mano estera…..e non lo farà certo per beneficienza.

Mauro Mancini Proietti

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