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DDL ZAN, SI RIACCENDE IL DIBATTITO DOPO L’INTERVENTO DEL VATICANO

Il Ddl Zan riaccende il dibattito politico, dopo settimane in cui i toni si erano letteralmente abbassati. La nota del Vaticano sul disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia costringe il premier Mario Draghi ad intervenire in aula per chiarire che “dovranno essere valutati gli aspetti segnalati da uno Stato con cui abbiamo rapporti diplomatici”.

Ma cosa è successo? La nota verbale del cardinale Paul Richard Gallagher con cui la segreteria di Stato vaticana “auspica che la parte italiana possa tenere in debita considerazione le argomentazioni e trovare così una diversa modulazione del testo continuando a garantire il rispetto dei Patti lateranensi” rimette il DDL Zan al centro dell’agenda politica. Tanto che dal sinistra a destra i leader politici si affrettano ad intervenire sulla questione. Prima, il colloquio pomeridiano tra il segretario del Pd e il ministro degli Esteri Luigi di Maio al quale è stata fatta recapitare la nota informale del segretario per i Rapporti con gli Stati in Vaticano. Poi, la richiesta del leader della Lega Matteo Salvini intenzionato ad incontrare il segretario dem “per garantire diritti e punire discriminazioni e violenze, senza cedere a ideologie o censure. Fino a Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che ribadisce l’apprezzamento per la nota del Vaticano perché “siamo contro il Ddl Zan che è una legge liberticida”, e Forza Italia con il vicepresidente azzurro Antonio Tajani pronto a dire che “siamo contro il Ddl Zan perché non allarga gli spazi ma li restringe”.

I nodi da sciogliere, stando alla nota del Vaticano, riguarderebbero la libertà di espressione. Punto che, secondo le autorità di Oltretevere, violerebbe il Concordato, oltre al fatto che il disegno di legge Zan non esenterebbe le scuole private dall’organizzare attività in occasione della costituenda Giornata nazionale contro l’omotransfobia. Secondo la Santa Sede ci sono degli aspetti contenuti nella proposta di legge che andrebbero ad incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa e ai suoi fedeli. E ora insiste su una revisione del DDl. Insomma, da qui bisognerà ripartire per cercare di risanare una situazione che aveva già creato non pochi mal di pancia, per non mettere in discussione gli accordi tra l’Italia e lo Stato Vaticano.

Irma Annaloro

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