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Donne e politica: binomio da valorizzare.

Anche le recenti elezioni regionali, hanno evidenziato come vi sia una chiara sproporzione fra il numero di eletti uomini, rispetto a quello delle donne. In diversi casi, addirittura, vi sono partiti che non vedranno nelle loro fila, nei vari Consigli regionali, alcun rappresentante di sesso femminile e questo merita una riflessione.

Candidate donne erano presenti in buon numero ed alcune hanno anche ottenuto risultati più che lusinghieri, ma si tratta pur sempre di casi sporadici che testimoniano come vi sia, tuttora, una netta disparità numerica fra i due sessi, a livello di seggi in Regione. Un vero peccato, perchè sarebbe, viceversa, auspicabile un maggiore equilibrio fra i due sessi nell’ambito delle diverse assise regionali ed in generale nelle molteplici istituzioni. D’altronde, anche i Presidenti di Regione donna, sono davvero pochissimi, se non ricordiamo male sono infatti solamente due, precisamente in Umbria e Calabria e ciò rappresenta un ulteriore dato significativo. Come mai accade ciò? Probabilmente, le chiavi di lettura possono essere almeno due; o la politica non attrae in modo rilevante “l’altra metà del cielo”, oppure chi dirige i partiti tende, colpevolmente, a non dare loro il giusto spazio. Possibile che sia un mix delle due cose, ma resta il fatto che le donne siano palesemente in minoranza nei vari contesti istituzionali. Come evitare questa diseguaglianza? Mettendo, ad esempio, le rappresentanti di sesso femminile nelle più giuste e naturali condizioni per poter competere con i loro colleghi maschi e non nelle posizioni di rincalzo che, solitamente, non permettono di emergere. Le sperequazioni, anche in politica, non devono essere accettate e quindi auspichiamo che ci si attivi per riportare un pò di equilibrio. D’altronde, sempre se la memoria non c’inganna, in Italia non c’è mai stato un Presidente del Consiglio al femminile e questo è un ulteriore segnale di cui tenere conto. Insomma, sarebbe bello non sorprendersi più di tanto, quando vediamo prevalere una donna in una competizione elettorale; in Toscana, la leghista Elisa Montemagni, ha ottenuto, ad esempio, il numero maggiore di preferenze nell’ambito dell’intero Centrodestra di quella regione. Un dato, quest’ultimo, che è stato ripreso sui media, come se fosse un evento eccezionale, più unico che raro. Un segnale, quello dato dalla stampa, che conferma come ci si sorprenda ancora troppo ed irragionevolmente, quando una rappresentante del sesso femminile, prevale su un esponente uomo. Urge, pertanto, a nostro avviso, un repentino cambio di atteggiamento!

Maurizio Filippini