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Il 14 settembre la campanella suonerà per tutti?

Il dibattito sulla ripresa della normale attività didattica è, da tempo, al centro dell’attenzione di genitori ed alunni. Dopo mesi di lezioni a distanza, talvolta molto complesse vista una rete internet in alcuni posti poco efficiente, ora, il 14 settembretutte le scuole italiane dovrebbero riaprire, consentendo agli studenti di ritornare sui banchi di scuola.

ANKARA, June 25, 2020 A cleaner disinfects a classroom scheduled to be used for university entrance exams at a school in Ankara, Turkey, on June 25, 2020. Turkey reported 1,458 new coronavirus cases and 21 fatalities in the past 24 hours, taking the tally of infections to 193,115 and the death toll to 5,046, Turkish Health Minister Fahrettin Koca said. (Photo by Mustafa Kaya/Xinhua) (Credit Image: © Mustafa Kaya/Xinhua via ZUMA Wire)

I problemi, tuttora irrisolti, non mancano e le preoccupazioni sono, a nostro avviso, sensate. Si rischia seriamente un avvio tormentato da vari ostacoli, perché le norme anticovid impongono delle ovvie restrizioni che dovevano, però, con un po’ di logicità, essere recepite per mesi ordino. Invece, stiamo assistendo ad una forsennata corsa contro il tempo, a discapito, secondo noi, dell’intero mondo scolastico. Gli interrogativi che permangono non sono pochi; ci saranno insegnanti a sufficienza? Gli spazi saranno adeguati? Il personale Ata, ad esempio i classici ed insostituibili bidelli verranno reclutati in numero consono? Questi sono alcuni dei quesiti che ci poniamo, ma le criticità sono sicuramente anche altre. Non siamo disfattisti, ma realisti e siamo veramente perplessi su quello che sta accadendo. Anche la questione dei trasporti, potrebbe penalizzare pesantemente gli allievi, visto che, da più parti, si rivela che, stante la naturale distanza interpersonale, esiste il forte rischio che non vi siano autobus per tutta l’utenza, senza dimenticare, ovviamente, la presenza dei pendolari per lavoro che, ci auguriamo, possano nuovamente essere pienamente operativi nei vari settori produttivi del Paese. Insomma, mentre altre nazioni hanno ripreso, senza particolari affanni, l’attività scolastica negli scorsi mesi, noi siamo alle prese con una riorganizzazione che stenta a decollare. Mancano meno di due settimane al via e la penuria di banchi continua, purtroppo, ad esserci. Sono tanti e ripetuti i pressanti appelli dei dirigenti scolastici che chiedono al Ministro come si dovranno comportare, oltre a segnalare palesi carenze d’organico. Nessuno ha la bacchetta magica, ma resta la forte sensazione che ci sia mossi troppo tardi con tutte le inevitabili conseguenze del caso. Anch’io ho una figlia e quindi condivido pienamente i dubbi che assillano molti genitori, a cui nessuno, finora, ha schiarito le idee. C’è molta poca chiarezza e notevole confusione sul tema, a partire dai famigerati banchi con le rotelle, quasi se la scuola fosse diventata un luna park e non un luogo di apprendimento. Ma ve li immaginate, come verranno utilizzate queste postazioni mobili; noi, un’idea ce l’abbiamo, ma per decenza preferiamo tacere. Insomma, siamo davvero curiosi di arrivare a questo fatidico 14 settembre per capire se, effettivamente, come promesso, la mitica campanella suonerà per tutti….

Manuel Vescovi