
Il vero spirito dello sport insegna il rispetto
A cura di Maurizio Filippini
Il Fair play, ovvero gioco corretto, sempre più spesso, purtroppo, non viene praticato nello sport, anche se tale termine dovrebbe essere costantemente applicato pure nella vita di tutti i giorni. Da poche settimane è ripreso il massimo campionato di calcio, disciplina che ha un seguito di appassionati molto ampio e quindi i calciatori sono sotto la lente d’ingrandimento dei tifosi, che, sovente, specialmente quelli più giovani, prendono esempio dal comportamento tenuto in campo dai loro idoli. Durante una partita, vi sono svariati momenti in cui sarebbe auspicabile prevalesse il Fair play ed invece, il più delle volte, assistiamo a delle vere e proprie sceneggiate da parte degli atleti che, magari, si contorcono sul terreno come morsi da una tarantola e magari, in realtà, hanno subito un lieve fallo che non meriterebbe tutta questa messinscena. L’obiettivo è chiaro: indurre l’arbitro a prendere provvedimenti contro l’avversario per trarne vantaggio, aizzando, altresì, la tifoseria amica contro il giocatore con una maglia diversa, reo di chissà che gesto antisportivo. Altro modus operandi molto usato, è quello di reagire smodatamente ed in modo pure aggressivo non solo verbalmente, quando si subisce un torto, peraltro sovente insignificante, da altri(questo atteggiamento da condannare non succede solo nello sport). Insomma, quella che dovrebbe essere la normalità di comportamento fra sportivi, sta diventando sempre più un’eccezione e difatti capita, ahinoi, frequentemente che si abdichi al Fair play anche nei campionati giovanili, dove i protagonisti in senso negativo non sono solo gli atleti, ma pure i genitori che danno vita a gazzarre inaudite le quali finiscono pure, talvolta, con l’aggressione del giudice di gara. Pertanto, sono davvero sempre più rari i casi di vero Fair play e sarebbe giusto che chi si rende artefice di un gesto distensivo nei confronti dell’antagonista in campo, venisse preso ad esempio e premiato per la sua condotta esemplare. Oltre al noto Fifa Fair Play Award, dunque, ogni federazione dovrebbe istituirne uno e propagandarlo al massimo principalmente tra le giovani leve che dovrebbero crescere sportivamente, ma non solo, puntando ad avere il totale rispetto dell’avversario che non dovrebbe essere visto come un “nemico” ma come qualcuno con cui competere tramite un sano agonismo. Insomma, nello sport come nella vita quotidiana, il rispetto degli altri dovrebbe essere una consuetudine e non una rara eccezione. Buon campionato a tutti, dunque, ma non dimentichiamoci che il gioco scorretto è una pratica da condannare non certo da emulare; sugli spalti, poi, tifiamo a gran voce per la nostra squadra, non contro la nostra rivale, evitando ignobili insulti di ogni tipo. Utopia? Forse sì, ma sognare non costa nulla!
