Un libro di Maurizio de Giovanni

Commento a cura di Erika Basile
Con questo libro de Giovanni introduce nuovi personaggi che conquistano il lettore sin dalle prime pagine.
La storia in breve: il padre di Andrea ha ucciso il padre di Vera, ma circa 40anni prima.
Vera Coen è una giornalista che lavora al più grande mistero della sua vita: suo padre poliziotto è stato ucciso prima che lei nascesse. Il padre inoltre faceva da autista ad un magistrato; e quella domenica mattina giunsero in una cava. Uno strano appuntamento dato in un posto isolato: forse il magistrato avrebbe dovuto incontrare un testimone chiave per una delle sue inchieste. Un ordigno li uccise all’istante. Ma ecco la stranezza: nessuna organizzazione terroristica dell’epoca ha mai rivendicato detto attentato, acquisendone la paternità.
Andrea Malchiodi è un professore di storia medievale, che scopre delle storie assurde sui suoi genitori: sulla madre adesso ricoverata in una lussuosa casa di cura per demenza senile e sul padre che riteneva morto quando lui era un bambino. Ma ecco la stranezza: lui è sempre vissuto nell’agiatezza, senza mai chiedersi da dove arrivasssero tutti quei soldi.
Si incontrano e si scontrano: entrambi andranno alla ricerca della verità, perchè soltanto una cosa li accomuna: nessuno dei due ha mai conosciuto il proprio padre.
“Figli senza padre, e vittime una delle parole, l’altro del silenzio delle rispettive madri”.
Ma in questo libro emergono le storie di diversi personaggi, che vivono alcuni nel passato altri nel presente, i cui destini però sono sempre fortemente intrecciati.
C’è Maddalena: una bellissima ragazza che all’improvviso scompare. La madre non si da pace e continua a cercarla, perchè non crede al colpo di testa, all’allontanamento volontario. Si scopre ad un certo punto che la ragazza si era innamorata, ma di chi? Allora è coinvolto in queste indagini non ufficiali un giovane magistrato, Contini, che vuole dare una speranza a quella madre affranta. Ma questo è proprio il giudice che verrà assassinato quella domenica mattina in quella cava abbandonata, senza un apparente motivo, perchè non c’è nessuna ragione logica o nessuna indagine ufficiale che stava seguendo perchè avrebbe dovuto trovarsi lì.
C’è un uomo anziano, a capo dell’Entità, un’organizzazione segreta dal potere immenso, che “difende il bene, e che non ha remore a favorire colpi di stato, abbattere ideali e proteggere malviventi affinchè si realizzi il Bene”. Ma questo uomo anziano ha un grave problema che lo affligge e sarà di grande aiuto e conforto il suo giovane segretario.
Bruno Terenzi, un commissario di polizia ormai in pensione, ma ossessionato da quell’unico caso irrisolto: quelle due morti inspiegabili di domenica mattina nella cava abbandonata.
E infine c’è a Brest, una piccola cittadina sull’Oceano Atlantico, in Francia, un barbone “che barbone non era affatto”, ma dalle mani d’oro, con le sue mani è in grado di ricostruire elementi non più reperibili. Appartiene “alla categoria degli orologiai, una specie in via di estinzione”. Questo misterioso barbone catapultato dal passato in questa sconosciuta cittadina perchè ad un certo punto della sua vita ha dovuto far perdere le proprie tracce, abbandonando tutto e guardondosi continuamente intorno, diventando parte integrante del paesaggio. “Sa di essere sorvegliato. Sa tante, troppe cose”.
E dopo 40 anni c’è chi ancora lo sta cercando.




