L’autrice Madeline Miller, grande conoscitrice del mondo classico, ma soprattutto una donna, ci presenta una Circe più moderna e dai nobili sentimenti, ma soprattutto padrona del proprio destino.
Il libro è scritto in maniera molto semplice e scorrevole. La mitologia greca è comprensibile anche per chi ha solo delle nozioni scolastiche ed è presentata come una pagina su una rivista di gossip, dove si leggono le storie dei “famosi” del momento di cui tutti seguiamo, senza volerlo o confessarlo, le vicende amorose e familiari.

Circe, attraverso i versi di Omero nell’Odissea, è presentata come una maga che odia gli uomini. Invece in queste pagine è descritta semplicemente come una donna, sebbene sia una ninfa immortale figlia di Elios. Cresciuta in un mondo di immortali dove predominano i maschi e la sete di potere, Circe, fin da piccola, cerca di obbedire al proprio padre, senza tuttavia ottenerne l’approvazione o l’apprezzamento; anzi, ritenutaarrogante per aver sostenuto di saper usare a proprio piacimento il potere dei fiori per trasformare uomini o ninfe, viene condannata dal padre, con il beneplacito di Zeus, a viverein esilio su un’isola deserta. Qui Circe imparerà ad usare e a dominare la propria magia.
Allo stesso modo, nel Medioevo le donne, grandi conoscitrici del corpo umano e del potere curativo delle erbe, venivano accusate e condannate per stregoneria perché evidentemente la Conoscenza non poteva trovare spazio in un essere inferiore ed immondo come la donna.
Tornando alla storia di Circe, scopriamo che, nel tempo, sull’isola approdano alcuni naufraghi mortali. Lei li accoglie con generosità, offrendo loro ospitalità e conforto, ma questirispondono con arroganza e prepotenza: prendono con la forza ciò che lei offre spontaneamente, cercando addirittura di impossessarsidel suo prezioso vasellame, convinti che tutto – corpo, beni, potere – spetti loro di diritto, in quanto maschi.
Si tratta di una paginaintensa che suscita emozioni forti e nulla lascia all’immaginazione di come gli uomini assumano un atteggiamento aggressivo, sprezzante e carico di una presunta superiorità nei confronti di una donna, libera, potente e ricca. Circe, grazie ad una pozione, trasforma tutti gli uomini in maiali, restituendoli alla loro vera natura. Emerge la Circemaga spietata e vendicativa.
Soltanto Odisseo, in seguito, sarà risparmiato: il suo animo è diverso, le parla di sua moglie e di suo figlio che non vede da tanto tempo e le racconta di come la guerra sia in grado di trasformare in peggio anche gli uomini migliori.
Circe, dopo le molte vicissitudini, fa una grande scoperta: gli dei, pur essendo immortali, sono morti perché sempre uguali a se stessi; mentre gli uomini, pur soffrendo ed invecchiando, sono vivi. Il racconto continua con il confronto serrato con altri personaggi mitologici che non voglio svelare.
Spero di avervi incuriositi. Da oggi, con questo contributo inizia la mia collaborazione con questa testata Stati Uniti d’Italia e ringrazio chi mi ha dato questa possibilità, in particolare il direttore Dott. Maurizio Filippini ed il caporedattore Avv. Emanuela Fancelli.
Spero che sia la prima tappa di un lungo viaggio letterario insieme a voi.
Erika Basile
