La serie di Radeschi. Un libro di Paolo Roversi
Commento a cura di Erika Basile

Il protagonista di questa fortunata serie si chiama Enrico Radeschi, di professione hacker e giornalista per diletto della testata online “MilanoNera”. Qui scrive dei delitti più efferati che colpiscono la città e che appassionano tanto i suoi lettori.
Enrico si muove velocemente per Milano in sella al suo inseparabile Giallone, la sua Vespa gialla del ’74. L’autore lo descrive così: “Ha il solito pizzetto mal curato, gli occhiali alla giovane Kennedy e l’espressione interrogativa dipinta sul viso.”
Il suo collaboratore e amico fidato si chiama Chrestos Dukas, detto il Danese. “Solo gli sbirri e gli avvocati lo chiamano con nome e cognome”. E’ arrogante, spigoloso e taciturno. E si fa accompagnare sempre da Iris, una piccola iguana che vive in simbiosi con lui, come una sorta di porta fortuna. Inoltre, nasconde i suoi quattrini nelle tombe nei cimiteri, perchè più sicure delle banche.
Il Danese “ha scoperto da poco che la figlia che credeve morta in un attentato di molti anni prima potrebbe essere ancora viva”. La prova sembra essere una vecchia e sgualcita fotografia. E “l’ombra della solitudine offusca il suo sguardo. Come un velo sottile, il dolore ha spento tutta la vivacità nei suoi occhi”. Per questo motivo beve molta vodka, per anestitizzare con l’alcol il suo dolore. “Dio ci ha donato l’alcol per scusarsi di averci dato il libero arbitrio”, suole ripetere.
Il Danese è “ossessionato alla ricerca di un indizio, di uno spunto da cui iniziare la ricerca”; per questo motivo si allea con un malavitoso russo.
Dopo qualche giorno sull’autostrada si verifica uno spettacolare assalto ad un portavalori: per caso è coinvolto il Danese con il suo nuovo amico? E se così fosse, i due malavitosi adesso hanno tante armi e tanti soldi: cosa avranno intenzione di fare? E soprattutto dove andranno per continuare le loro ricerche?
Nel frattempo in un appartamento elegante di Milano viene ritrovato il cadavere di una donna, legata e torturata in una specie di stanza segreta nascosta dietro un grande e normale specchio, uno specchio appeso alla parete di fronte al letto. Si tratta di una escort, che si faceva chiamare nei siti di incontri con lo pseudonimo di VirginiaLove.
In realtà si tratta di Amanda Benedetti, proprio la compagna del nostro protagonista. “Sospettare del fidanzato geloso è un grande classico del femminicidio”. Ma Enrico non era per niente a conoscenza della doppia vita della sua compagna. Si fidava di quello che gli raccontava sul suo lavoro e sui suoi collaboratori. E viene aiutato da un altro suo amico fidato, il vicequestore Loris Sebastiani della questura di via Fatebenefratelli. Questo poliziotto usa infilarsi un Toscanello fra le labbra, usandolo come un antistress. “Lo fa scivolare da una parte all’altra della bocca come una sorta di barometro del proprio umore.”
Chi altro è sospettato di questo omicidio della Milano dei quartieri alti? Cosa hanno ripreso le numerose telecamere della zona?
Cosa ci riserva per il futuro la solitudine, o meglio l’ombra della solitudine?
Buona lettura!!!

