Un libro di Caroline Graham

Commento a cura di Erika Basile
Protagonista è l’ispettore capo Barnaby, della polizia di Causton, nella contea immaginaria di Midsomer. “Era un uomo grosso e pesante, spesso molto brusco e con un’aria di bonario paternalismo”: ma molto bravo nel suo lavoro, tanto da far ricredere ogni volta i suoi colleghi.
Tutti noi conosciamo forse la serie omonima in onda su LA7, serie britannica giunta alla stagione 26. Vi anticipo una particolarità tutta italiana: la serie ha il titolo originale di “Midsomer Murders” (Gli omicidi di Midsomer), in Italia intitolata invece “L’ispettore Barnaby”. Vi consiglio, se non l’avete mai vista almeno per una volta, di recuperarvi qualche puntata.
Ci troviamo nella tranquilla e pittoresca campagna inglese: un ambiente pacifico e bucolico ma costellato da efferati delitti commessi tra vicini; poca violenza ma tanti pettegolezzi.
L’anziana zitella Emily Simpson si era avventurata da sola nel bosco, per la smania di vincere una gara contro una sua vecchia amica Lucy Bellringer: da oltre 50 anni le due arzille vecchiettine sono in gara tra di loro su chi troverà per prima nel bosco una specie di orchidea selvatica. “La loro contesa, nata per gioco e per caso… e ogni estate tornavano nel bosco, a volte sole, di tanto in tanto insieme, ansiose di trovare un altro esemplare di quel fiore.”
“Sentì un rumore. Spesso si ha l’illusione che il bosco sia silenzioso, ma non è affatto così.”
E vide qualcuno o qualcosa che non doveva assolutamente vedere. E si dimenticò della gara, sperò soltanto di non essere stata a sua volta scoperta a spiare.
Cercò di rientrare velocemente a casa sua, per riflettere su quello che aveva visto e per capire con chi avrebbe potuto confidarsi.
“Un fatto così sorprendente che riguardava due persone che si credeva di conoscere”.
Ma il giorno dopo la signorina Emily Simpson viene ritrovata morta in casa sua dal postino: sembrava apparentemente essere caduta dalle scale, sembrava che la polmonite di cui soffriva da giorni si fosse aggravata. Il medico curante ha redatto in fretta e furia il certificato di morte naturale: l’anziana signorina aveva già 80 anni. Ma forse questo certificato è stato redatto troppo in fretta. Così la pensa proprio la sua carissima amica e sua vicina di casa: la signorina Lucy Bellringer. “E’ convinta che c’è qualcosa che non va”. Prima di tutto la porta sul retro non era chiusa a chiave: strano visto che recentemente si erano verificati nella zona molti furti. Poi non aveva messo la sveglia per il giorno dopo: strano visto che era molto metodica e abitudinaria. Infine aveva lasciato piatti e bicchieri usati sporchi in giro per la casa: strano visto che prima di andare a dormire lasciava sempre tutto in ordine. E perchè il cane non aveva abbaiato?
L’ispettore Barnaby si fida dell’intuito dell’anziana signorina ed inizia ad indagare, parlando con tutti i vicini. Tutti conoscevano la vittima perchè era stata l’insegnante di inglese di tutti e tutti le volevano bene.
Allora chi aveva interesse ad ucciderla?
Viene ritrovata nella cucina della vittima la pianta di cicuta: possibile che la vecchia signorina si possa essere sbagliata? O è soltanto un falso indizio, come tanti altri disseminati per la casa?
Inoltre nessuno degli abitanti si trovava dove aveva detto di essere. Ognuno ha qualcosa da nascondere. E lo sa bene la Signora Rainbird che dalla sua torretta e con il suo binocolo segue gli spostamenti di tutti i vicini, con la scusa di essere un’appassionata ornitologa. E proprio lei sarà la seconda vittima.
La trama si infittisce: durante una battuta di caccia qualche anno prima era morta la moglie di un ricco signorotto locale. Allora ci si interroga: all’epoca è stato un incidente? Un suicidio? O additittura un omicidio?
E ricordate che la campagna nasconde più segreti di quanto si possa immaginare.




