Che cosa sono e che cosa significano
A cura di Erika Basile

Il giorno 10 marzo 2026 mancavano esattamente Cento Giorni all’Esame di Maturità, al fatidico 18 giugno 2026, il giorno della prima prova scritta, quella di italiano, quella uguale per tutti i maturandi.
E’ l’inizio del conto alla rovescia più importante della vita di un maturando: mancano solo Cento Giorni al momento del passaggio tra la fine di un percorso scolastico e l’inizio della vita adulta.
Ma da dove è nata questa tradizione? Si dice che agli inizi dell’Ottocento i cadetti dell’Accademia Militare di Torino dicevano che mancavano, appunto, solo cento giorni alla fine del loro corso.
Inoltre il 10 marzo in ben cento sale cinematografiche italiane è stato proiettato il nuovo film “Notte prima degli esami 3.0” ed il pubblico era composto in prevalenza da maturandi. “Un evento diffuso ed un appuntamento simbolico che invitavano gli studenti a vivere insieme l’inizio del conto alla rovescia verso l’esame di Stato”. Questo nuovo film insegna ai ragazzi che crescere significa anche sbagliare, perdonare e trovare il coraggio di dire ciò che fino a quel momento è rimasto nascosto. Da sottofondo Antonello Venditti e la sua “Notte prima degli esami”, che da sempre nella nostra immaginazione accompagnano gli esami di maturità.
E i ragazzi festeggiano questo appuntamento collettivo con feste, con riti portafortuna, con tradizioni da rispettare.
Per gli studenti toscani, per esempio, l’appuntamento è a Pisa, in Piazza dei Miracoli o per fare 100 giri intorno alla torre pendente o per toccare la famosa lucertolina. Però ultimamente in questo periodo la lucertolina viene transennata per evitare che si rovini troppo a causa delle troppe “carezze“.
A Roma da anni c’è la tradizione che tutti i ragazzi della stessa classe si ritirano da soli e per tre giorni in una villa affittatta per l’occasione, dove trascorrere insieme le ultime ore di spensieratezza prima di iniziare a studiare tantissimo per la maturità.
Molti maturandi, per esempio in Puglia, festeggiano con feste sulla spiaggia e con il classico rituale di scrivere il voto desiderato sulla sabbia. Ma attenzione: il voto scritto sulla riva deve esssere cancellato del tutto dalle onde, altrimenti, dice la leggenda, il maturando prenderà dieci punti in meno rispetto al voto tanto desiderato.
Sulla Riviera Adriatica, e in particolare a Rimini e a Riccione, le discoteche aprono le porte ai maturandi con una serie di feste a loro dedicate per esorcizzare l’ansia da esame di maturità.
Infine, molti studenti cercano un “aiutino dall’alto” e si recano in pellegrinaggio in alcuni Santuari.
Per esempio, nel Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, ai piedi del Gran Sasso, in provincia di Teramo, gli studenti si fanno benedire le penne che poi, ovviamente, verranno usate durante le prove d’esame; oppure qui organizzano delle vere e proprie battaglie con lanci di uova e farina.
Infine, a Livorno gli studenti si recano al Santuario di Montenero: qui i maturandi devono “salire in ginocchio, saltellare per la piazzetta su una gamba sola tante volte quante il voto desiderato, tirare (girati di schiena) la monetina al di sopra dell’arco con la speranza che l’attraversi, accendere il cero dopo aver scritto il voto desiderato e metterlo nella cappella della Madonna e fare la preghierina nel Santuario”.
Buona Fortuna a tutti!!
