di Erika Basile sul libro di Aldo Cazzullo
Il santo patrono d’Italia in occasione degli 800 anni dalla sua morte

Il 3 ottobre 1226 moriva San Francesco di Assisi e diverse iniziative si svolgeranno ad Assisi ed in
altri luoghi francescani per celebrare il prossimo anno l’ottavo centenario dalla sua morte.
Recentemente con una legge è stata istituita, al fine di promuovere i valori della pace, della
fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà, la Festa Nazionale di San Francesco
d’Assisi, patrono d’Italia, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno.
Consiglio il libro “Francesco” di Aldo Cazzullo, dall’autore definito nel titolo il Primo Italiano sia
perchè rappresenta la parte migliore di noi e sia perchè è stata una figura fondamentale e fondativa
della nostra identità. San Francesco è stato anche il primo ad aver scritto nella nostra lingua una
poesia meravigliosa “Il Cantico delle Creature”, che tutti abbiamo imparato a conoscere e ad
apprezzare nel corso del tempo.
La sua vita è stata uno scandalo per l’epoca: lui si è materialmente spogliato di tutto, anche dei
propri vestiti, per rinunciare a essere figlio del proprio padre biologico e per affermare davanti ai
suoi concittadini che il suo vero Padre è Dio.
Fa della povertà la rivoluzione della propria vita. Chiede al Papa di vivere secondo il Vangelo, ma
restando all’interno della Chiesa e riconoscendo l’autorità del Papa: il suo obiettivo infatti non è
abbattere la Chiesa, ma servirla e salvarla, vivendo appieno il messaggio di Cristo.
Fa della carità la ragione della sua vita: fare l’elemosina non è soltanto dare qualcosa al povero, ma
anche sfiorare la mano di questo altro uomo per riconoscerlo come persona e per dargli dignità di
altro figlio di Dio.
L’incontro che gli farà cambiare la sua vita è quello con un lebbroso, che a quel tempo era il
simbolo dell’emarginato per eccellenza, che viveva lontano dalla città e con un campanello al collo,
il cui tintinnio anche nel bosco doveva avvertire della sua presenza. Per questo Francesco e tutta la
sua comunità si sono dati come regola anche quella di curare gli ammalati, che nel suo tempo erano
considerati un peso della società in quanto non più una forza lavoro.
Con l’esempio ha reso attuale e vissuto il messaggio del Vangelo che tutti gli uomini sono uguali
davanti a Dio.
La prima biografia del Santo è stata scritta da un suo discepolo, Tommaso da Celano e ritrovata per
caso nel 1768: ed è proprio nell’Ottocento che sarà riscoperta e rivalutata la vita e la figura di San
Francesco.
Francesco è un uomo senza tempo e dallo sguardo rivolto al futuro.
Per primo ha trattato la donna da pari a pari. Al suo tempo la donna era di proprietà di qualcuno: il
padre, il fratello o il marito. Inoltre, la donna, secondo l’ordine naturale delle cose, viveva una
condizione di inferiorità rispetto all’uomo. Francesco accoglie nella sua comunità Chiara, che con
coraggio ha scelto di andar via di casa e di seguirlo. E tante altre donne seguono Francesco per
liberarsi da un padre manesco, da un marito prevaricatore e comunque dall’oppressione che non le
riconosce come persone.
Francesco è un ambientalista prima che sia nata l’idea stessa di rispetto della Natura. Grande è il suo
amore per la natura e per gli animali, presenti per la prima volta anche nel presepe vivente per dare
dignità a tutti gli esseri viventi del creato: ricordiamo che del bue e dell’asinello vicini alla
mangiatoia si parla nei vangeli apocrifi.
Francesco predica non di peccati, di morte e di dannazione, ma di gioia, di amore e di felitcità.
Anzi, nella sua poesia “Il cantico dei Cantici”, anche la morte è chiamata nostra sorella perchè
anche lei è una creatura di Dio.
Infine, consiglio di rivedere o di scoprire per la prima volta due bellissimi film “Fratello sole,
sorella luna” di Franco Zeffirelli del 1972 o “Francesco” di Liliana Cavani del 1989.
