Un libro di Giancarlo Capaldo
Commento a cura di Erika Basile

Questo libro ci porta in una “Roma magnifica, sordida e corrotta, intrisa di inquietante bellezza”.
Protagonista è il principe Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia, che appartiene ad una nobile famiglia di antico lignaggio, ma che, per fare un dispetto alla aristocratica madre, si è sposato con una semplice borghese di nome Gloria. Il principe vive la sua vita dorata con un forte senso di colpa: in gioventù ha provocato la morte di una giovane amica che era con lui in macchina, avendo avuto lui “più alcol che sangue nelle vene e un bel po’ di droga nel cervello”. Ma lui non ha mai pagato per quel delitto, perchè allora si erano mossi i migliori avvocati di Roma.
Lui e sua moglie, aiutati dal fedele maggiordomo Oliver Workhington, coltivano la passione travolgente per il delitto. Naturalmente a loro non piace uccidere persone a caso, ma risolvere in nome della giustizia tradita situazioni di sangue poco chiare. A loro piace investigare utilizzando sia i canali ufficiali di avvocati, procuratori, poliziotti o investigatori privati, che i pettegolezzi diffusi tra i domestici o tra le annoiate nobildonne della società romana.
La storia vera e propria inizia in Via Margutta, al centro di Roma, tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna. Via Margutta è la via degli artisti per antonomasia, è la Montmartre romana; è famosa per le sue gallerie d’arte, le botteghe artigiane e i palazzi ricoperti di edera. E proprio in questa strada si trova lo studio del pittore emergente ed astrattista Boezio de Martin: il suo ritorno nel mondo dell’arte è un vernissage che vede coinvolti un grande numero di invitati e persone di spicco come il capo della polizia e il procuratore aggiunto.
Durante l’inaugurazione viene ritrovata morta, al piano inferiore, vicino ai bagni, piena di sangue, Maria Ludovica, detta Luvi, vedova del conte Romano della Gherardesca.
Perchè questo omicidio durante il vernissage? E’ un messaggio minaccioso contro il pittore? Oppure il colpevole è proprio il pittore Boezio in quanto la vittima era sua amica nonchè proprietaria dei locali che ospitavano da tempo?
Indagando si scopre altresì che la vittima viaggiava molto all’estero da quando era diventata vedova: pare che fosse attenzionata dai servizi segreti perchè coinvolta nel traffico internazionale di diamanti.
E poi spunta una storia di tanto, tanto tempo prima collegata proprio all’atelier in cui viene ritrovata la vittima e a due sue amiche intime, anche loro morte in circostanze tragiche e sospette. Tutte e tre le donne sono morte il 10 marzo: questa data significa qualcosa per l’assassino?
A guidare le indagini nel passato dei nostri investigatori dilettanti è un oscuro e misterioso informatore: sa tutto e si fa chiamare semplicemente Anonimo. Ma chi è? E soprattutto come mai può arrivare dovunque e può manovrare chiunque?
Passato e presente sono fortemente intrecciati e le colpe del passato riemergono nella realtà di tutti i giorni dei personaggi coinvolti nella storia
E’ una lettura coinvolgente, che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina e che vi farà interrogare se tifare per il colpevole o per la giustizia.
