A cura di Emanuela Fancelli

I Labubu, nati dall’immaginazione dell’artista hongkonghese Kasing Lung, sono diventati in pochi anni uno dei fenomeni più sorprendenti del collezionismo contemporaneo. Piccole creature dai denti aguzzi e dallo sguardo fiabesco, sospese tra tenerezza e inquietudine, hanno conquistato un pubblico globale grazie a un’estetica inconfondibile, quel “weird-cute” che le rende diverse da qualsiasi altro designer toy in circolazione. Il loro successo non si deve solo al design, ma anche all’esperienza che Pop Mart ha costruito attorno a loro: le blind box, scatole chiuse che nascondono il personaggio al loro interno, trasformano ogni acquisto in un momento di suspense. La possibilità di trovare una “secret figure” alimenta un entusiasmo quasi rituale, una gioia infantile che si rinnova a ogni apertura e che ha contribuito a creare una community vastissima, attivissima e sempre alla ricerca del pezzo raro. È questa combinazione di sorpresa, gioco e desiderio a rendere i Labubu tanto richiesti, al punto che il loro valore sul mercato secondario cresce continuamente. Se nei negozi costano una cifra accessibile, di solito dai dieci ai trenta euro, nelle rivendite e nelle aste online le edizioni più ambite raggiungono facilmente centinaia di euro, e in alcuni casi superano anche la soglia dei mille. Per molti collezionisti i Labubu non sono più semplici figure decorative: sono un investimento, piccoli oggetti d’arte che uniscono design, cultura pop e una certa aura di esclusività.
Il loro boom è anche un riflesso del nostro tempo. In un mondo in cui tutto tende ad assomigliarsi, questi mostriciattoli dall’identità fortissima offrono una dose di autenticità. Non seguono mode: le creano. La community che li circonda è uno degli elementi più affascinanti del fenomeno. Su social come TikTok e Instagram i video di unboxing diventano piccole narrazioni cariche di suspense, mentre foto e collezioni curate nei minimi dettagli trasformano i Labubu in veri e propri oggetti di lifestyle. Influencer, artisti e celebrità hanno alimentato ulteriormente la loro diffusione, facendo emergere un nuovo modo di collezionare: immediato, emozionale, condiviso. Dietro il loro sorriso beffardo si nasconde qualcosa che va oltre il semplice giocattolo. Ogni Labubu racconta una storia, crea un legame, rappresenta una scelta identitaria. Non sono solo una moda, ma il simbolo di un nuovo modo di vivere gli oggetti: non più come cose da possedere, ma come piccoli frammenti di immaginazione da portare con sé. E forse è proprio questo, in un’epoca di iperconnessione e omologazione, il vero motivo per cui spopolano: ricordano a tutti noi la meraviglia della sorpresa, la forza delle emozioni semplici e il piacere di riconoscersi in qualcosa di unico.
