Un libro di Maurizio de Giovanni
Commento a cura di Erika Basile

La protagonista è Sara Morozzi, “che vede quello che non si vede, legge le labbra e interpreta il linguaggio non verbale.” E’ un’agente di Polizia, reclutata alla fine degli anni Ottanta in una unità super segreta dei Servizi per occuparsi di “attività non autorizzate di intercettazione e dossieraggio.”
Ma adesso Sara, detta Mora, è in pensione: “è una nonna dai capelli grigi legati con un elastico, anonima” che si gode le mattinate al parco con il suo nipotino di quasi quattro anni. E come sempre, involontariamente, ha la “assurda facoltà di saper vedere, di saper tirare le linee che uniscono i punti”. Lei è una donna invisibile, passa inosservata tra la gente, ma comunque “osserva i gesti e le posture” degli altri.
Pur essendo in pensione viene richiamata in servizio insieme ad un altro vecchio agente, Andrea Catapano, un cieco che però ha la grande capacità di ascoltare e che “da quando aveva perso la vista, aveva sviluppato dei superpoteri”.
Bisogna condurre un’operazione vecchio stile. Nella veranda di un hotel di lusso, a Napoli, si terrà un incontro tra tre diversi personaggi: un pubblicitario esperto di comunicazione anche istituzionale, una portavoce brasiliana di un’importante società petrolifera sudamericana, il fiduciario di una grande compagnia di navigazione commerciale. Sicuramente è un incontro molto importante perchè queste persone hanno improntato un sistema avanzato di protezione, contro il quale gli strumenti della moderna tecnologia non possono fare nulla. “Qualcuno ha investito un sacco di soldi per ottenere un cono d’ombra digitale”. Perchè? Si tratta forse di “un’alleanza per una nuova geopolitica dell’energia”? E perchè hanno scelto proprio Napoli?
Colpo di scena: all’incontro ad un certo punto arrivano anche “due uomini abbastanza anziani, ma assai diversi”. Ma ad Andrea Catapano basta ascoltare una parola, un semplice Buonasera, per irrigidirsi. Questa semplice parola gli riporta alla mente un caso seguito tanto tempo prima, quando erano tutti ancora giovani, quando ancora era vivo il loro capo Massimiliano.
E cosa centra la barzelletta del pappagallo muto? “Il pappagallo non ha un nome…per ora. Per ora sappiamo solo che è muto. O almeno, non parla.”
Sembra, anche adesso come allora, che si tratta di un personaggio secondario, di un semplice accompagnatore; ma tutti lo guardano mentre parlano, quasi a volere la sua implicita approvazione, perchè sanno bene chi è, lo conoscono.
“Il cieco dalla voce lo ha riconosciuto.” Ma chi è veramente? Non fa in tempo a dirlo alla sua vecchia collega. Vengono improvvisamente investiti da un pirata della strada. E adesso?
La nostra eroina indaga aiutata da un gruppo molto eterogeneo di persone, che però sono diventati una specie di nuova famiglia: l’ex collega, ora capo di una struttura organizzativa segreta, Teresa Pandolfi, detta Bionda; l’ispettore Davide Pardo succube di Boris, il grande Bovaro del Bernese; la nuora Viola, giornalista free lance. Ha bisogno del loro aiuto, perchè ha capito che “li volevano morti. E potrebbe essere chiunque. In questa faccenda sono implicati pezzi grossi della politica, dell’economia e dei Servizi”.
Bionda e Mora hanno lavorato insieme tanto, tantissimo tempo fa e si sono sempre considerate non amiche ma “sorelle gemelle molto eterozigoti” in quanto fisicamente e caratterialmente molto diverse. Ma adesso dovrà o potrà fidarsi ancora di lei?
E’ il settimo romanzo che de Giovanni dedica a questa eroina, che è anche protagonista di una fortunata serie televisiva su Netflix, intitolata “La donna nell’ombra”.
Sia la serie che i libri della saga letteraria hanno avuto e hanno molto successo perchè protagonista è “una donna detective dal passato tormentato che si trova a indagare e a combattere in ambienti prevalentemente maschili”.
