Commento a cura di Erika Basile

La cittadinanza digitale è l’insieme di diritti, doveri, competenze e responsabilità necessarie per utilizzare le tecnologie digitali in modo etico, consapevole e sicuro. Inoltre rappresenta l’estensione e l’integrazione della cittadinanza tradizionalmente intesa, vale a dire lo status che ogni singolo cittadino ha nei confronti dello Stato: l’insieme dei diritti civili e politici.
La cittadinanza digitale ha inoltre lo scopo di semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione tramite le tecnologie digitali, quali per esempio identità, domicilio e firma digitale.
La Carta della cittadinanza digitale sancisce il diritto di cittadini e imprese ad accedere a dati, documenti e servizi di loro interesse in modalità digitale, attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Tutti noi siamo fruitori degli strumenti tecnologici e ci distinguiamo in nativi digitali ed immigrati digitali. I nativi digitali sono coloro che sono nati nella tecnologia e pertanto usano i mezzi tecnologici in modo naturale. Essi comunicano, interagiscono e apprendono in modo nuovo rispetto alle generazioni precedenti, proprio grazie alle nuove tecnologie. Gli immigrati digitali, invece, sono di un’età più grande e hanno fatto entrare le tecnologie nel proprio quotidiano pur non essendo nativi digitali. Tuttavia, essere nativi digitali non significa essere anche competenti digitali, pertanto è indispensabile impegnarsi per una formazione costante, durante tutto l’arco della vita, per acquisire e consolidare un uso consapevole e critico di tali strumenti, al fine di divenire veramente cittadini digitali partecipi. Noi adulti siamo chiamati a educare alla cittadinanza digitale in quanto siamo i c.d. pionieri digitali e dobbiamo cercare di fornire ai giovani “nuovi approcci educativi-didattici e comunicativi che rispondono ad un nuovo modo di essere cittadini, in un’era tecnologica in costante evoluzione”. E infatti con la legge 20 agosto 2019 n 92 nelle scuole di ogni ordine e grado è stato reindrotto l’insegnamento obbligatorio dell’Educazione Civica ed è stato dedicato un articolo specifico alla cittadinanza digitale. Infatti, l’Articolo 5 prevede l’educazione alla cittadinanza digitale: saper usare in modo consapevole e responsabile i media e la rete, partecipando attivamente alla società, creando e gestendo in sicurezza la propria identità digitale, diventando cittadini competenti del contemporaneo. Sono stati delineati sette punti essenziali da considerare e analizzare.
Per esempio, bisogna acquisire la capacità di “analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali”. Pertanto non bisogna basarsi solo su Wikipedia, per non incappare in fake news o fakes images, in rumors o cascate informative.
Inoltre, bisogna acquisire la capacità di “conoscere le norme comportamentali da osservare nell’ambito dell’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’interazione in ambienti digitali”. Pertanto bisogna imparare l’insieme delle regole di buona educazione da rispettare nella comunicazione in rete, la c.d. Netiquette.
Bisogna altresì acquisire la capacità di “utilizzare e condividere informazioni personali identificabili proteggendo se stessi e gli altri”, per non incorrere in fenomeni come il revenge porn e tutelando il proprio diritto alla privacy.
Infine, bisogna acquisire la capacità di “evitare rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico”. Bisogna prestare la massima attenzione a fenomeni come la dipendenza dai social, bullismo e cyberbullismo.
Ma forse anche noi adulti dobbiamo essere formati ed educati alla cittadinanza digitale, in quanto anche noi stiamo imparando ad utilizzare questi nuovi strumenti tecnologici e digitali per noi del tutto nuovi.
