Il commissario Botteghi e una vecchia storia livornese
Il commento di Erika Basile sul libro di Diego Collaveri

Siamo a Livorno, in Toscana. Un turista americano viene ritrovato ucciso nel canale del Voltone.
Il Voltone, spiega l’autore, è il tunnel a volta, sotto Piazza della Repubblica, lungo duecentoventi metri progettato dall’architetto Luigi Bettarini nella prima metà del XIX secolo per collegare la parte centrale fortificata della città con i nuovi sobborghi che si stavano sviluppando a sud.
Sembra una rapina finita male, ma in realtà emerge la chiara volontà di uccidere la vittima, non casuale ma designata.
Chi poteva voler morto un turista americano giunto per la prima volta a Livorno?
Frugando tra le sue cose, nella cabina della nave da crociera con cui la vittima è arrivata in città, si ritrova un diario appartenuto allo zio, un soldato americano che si trovava a Livorno alla fine della Seconda Guerra Mondiale come artificiere dell’esercito di liberazione per le operazioni di sminamento del 1945.
Alcune pagine del diario fanno pensare ad un segreto custodito, appunto nel Voltone, che potrebbe aver coinvolto un gruppo di partigiani livornesi, mentre, di contro, dei nazisti, prima di lasciare Livorno, potrebbero aver riempito di esplosivo la città per distruggere ciò che non avevano potuto portar via.
Verità o leggenda?
Il commissario Botteghi, protagonista di questo noir italiano, è un uomo che affronta in maniera distaccata e disincantata i vari casi di omicidio che incontra sul suo cammino. Legato alle proprie vicende personali, tra presente e passato, con alcuni protagonisti di questa storia comprenderà meglio se stesso e riuscirà ad affrontare più serenamente il proprio presente.
Vi confido che il libro mi è piaciuto ed ho così scoperto questo autore italiano e la città di Livorno.
Concludo con le parole di uno dei protagonisti: “Siamo l’eredità del nostro passato e per questo dobbiamo sempre onorarlo”.
