Di Maurizio Filippini

“Volley sempre volley fortissimamente volley”, parafrasando la frase di Vittorio Alfieri, così si
potrebbe fotografare l’ennesimo momento magico della pallavolo italiano che, nel giro di pochi
giorni, ha visto prima trionfare a livello mondiale le ragazze, imitate, poi, anche dai ragazzi
allenati da De Giorgi. Alla guida di questi sestetti d’oro, due allenatori con la A maiuscola,
ovvero il già citato tecnico dei maschi ed il mitico Julio Velasco che ha saputo brillantemente
trascinare sulla vetta del mondo Danesi e compagne. Un coach che è un grande motivatore,
oltre che una persona preparatissima dal punto di vista tecnico-tattico. Ovviamente, un
doveroso plauso pure a Fefè De Giorgi, un allenatore esperto e capace, come dimostra il suo
curriculum. Sia la nazionale femminile che quella maschile hanno, poi, avuto, a mio avviso, una
caratteristica comune che, essendo il volley, un gioco di squadra, si è rivelata vincente: stiamo
parlando del grande affiatamento tra gli atleti. Un’unione d’intenti per centrare il prestigioso
obiettivo che, oltre alla conclamata bravura, è stata forse decisiva per superare, via via,
avversari di assoluto valore. Insomma, il movimento pallavolistico è in grande fermento dopo
questi strepitosi successi, anche se questo sport ci ha già regalato enormi soddisfazioni. Queste
vittorie mondiali hanno, poi, un benefico effetto domino; sempre più giovani in Italia
s’iscrivono, infatti, a corsi di pallavolo e questo comporta un indubbio arricchimento in ottica
futura. Una disciplina sportiva che non abbia un valido serbatoio giovanile da cui,
periodicamente, attingere per le varie nazionali, non ha certamente possibilità di conquistare
obiettivi come un oro olimpico, o mondiale. Anche a livello di pubblico, il volley ha avuto una
costante crescita di spettatori, vi sono sempre più club organizzati di tifosi ed i media nazionali
dedicano sempre più spazio, anche nelle reti principali alla pallavolo, addirittura cedendo lo
spazio dei Tg della sera per trasmettere alcuni incontri degli ultimi mondiali. È, quindi, un
periodo davvero felice per la pallavolo che, però, non si deve cullare sugli allori e deve
perseverare nel fare opera di proselitismo. Ci sono, naturalmente, diversi stranieri che vengono
a giocare nel nostro Paese, dato che i campionati maggiori sono tra i più quotati, e non
potrebbe essere diversamente, in ambito internazionale. Ma la presenza di atleti esteri non ha,
finora, penalizzato gli italiani e le selezioni azzurre risultano, appunto, altamente competitive.
Cosa diversa, invece, di quello che accade, come esempio lampante, nel calcio, dove
l’allenatore, vedi ora Gattuso, in campo maschile, trova magari delle difficoltà a schierare una
compagine molto competitiva, stante la preponderanza di giocatori stranieri(bravi e meno
bravi) che compongono gli organici delle squadre della massima serie. Insomma, il volley è un
pò un’oasi felice nel panorama sportivo italiano e ci auguriamo, da grandi appassionati, che lo
rimanga per lungo tempo ancora.
