Cosa è cambiato nel nuovo Esame di Maturità, a cura di Erika Basile

Il 28 ottobre 2025 la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di conversione, con
modificazioni, del decreto 9 settembre 2025 n.127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame
di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Tutti noi almeno una volta siamo riandati con la mente al nostro esame di maturità.
Ma vediamo nello specifico quali novità sono state introdotte per il termine del secondo ciclo di
istruzione.
Prima di tutto è cambiato il nome: non si chiama più Esame di Stato, ma di nuovo Esame di
Maturità.
Restano le due prove scritte: la prima uguale a tutti gli indirizzi, la seconda più specifica e
pertinente all’indirizo proprio di ogni scuola.
La novità principale riguarda il colloquio orale strutturato intorno a quattro discipline che saranno
individuate da un decreto ministeriale nel gennaio di ogni anno, lo stesso che indica la famosa
seconda prova scritta. Di conseguenza addio all’interrogazione orale su tutte le materie partendo da
materiale scelto direttamente dalla commissione d’esame per valutare le capacità di collegamento
nelle varie discipline scolastiche.
Naturalmente tutti gli studenti saranno chiamati anche a dare prova delle competenze acquisite in
educazione civica e nelle esperienze scuola-lavoro.
Infine non potranno più esserci astensioni al colloquio orale. Pertanto tutte le prove dovranno essere
sostenute e l’eventuale silenzio (anche per protesta) comporterà l’automatica bocciatura.
Ma le materie non oggetto dell’orale non scompaiono, ma saranno valutate attraverso il credito
scolastico maturato nel triennio. Si cercherà quindi di trovare il giusto equilibrio tra la valutazione
del percorso complessivo di ogni studente e l’approfondimento delle discipline individuate come
materie dell’esame orale.
Cambia il numero dei componenti della commissione d’esame: si passa da sette a cinque, e di questi
due saranno membri esterni, due membri interni ed un presidente di commissione esterno.
Il voto in condotta è importante. Il cinque comporterà la bocciatura automatica, mentre il sei porterà
a sostenere un’ulteriore prova di cittadinanza attiva.
Il Ministro Valditara ha dichiarato: “Si tratta di una svolta importante e con questa riforma ridiamo
senso alla Maturità restituendo valore a un passaggio decisivo del percorso formativo delle
studentesse e degli studenti, riaffermando i principi del merito, dell’impegno e della responsabilità
individuale”.
Queste novità hanno un significato concreto? Serviranno effettivamente per aiutare tutti gli studenti
a sostenere al meglio delle proprie capacità questo loro primo esame importante?
E poi, come diceva Edoardo De Filippo, gli esami non finiscono mai.
