di Giuseppe Aucello, Bruno Bassetti, Daniele Guglielmi
Commento a cura di Erika Basile

Si tratta di un libro pubblicato grazie al lavoro del Museo Storico della Linea Gotica di Montemurlo, in provincia di Prato, in Toscana.
E’ la traduzione in italiano, con a fronte il testo originale in inglese, del diario giornaliero scritto da un soldato sudafricano, James Donald Orr, giunto in Italia nell’aprile del 1944. Nell’introduzione si legge che questo libro è “frutto di lunghe ricerche, scambi di corrispondenza, verifiche documentali, impegno da parte di numerose persone e anche qualche fortunata coincidenza.”
L’Italia è descritta con gli occhi di un soldato sudafricano, sbarcato durante la Seconda Guerra Mondiale a Taranto, a fianco dell’esercito britannico. Faceva parte della sesta divisione sudafricana, i cui membri erano soprannominati “Springbok”, dal nome di un’antilope africana. Il suo diario è il resoconto schietto di luoghi incontrati e di persone conosciute, visti con gli occhi ammirati di un animo cortese e gentile. Sembra una guida turistica piuttosto che il diario di un soldato che vede anche distruzione, morte e sofferenze: ricordiamoci che la guerra non è ancora finita. Si stupisce della cordialità delle persone che incontra (con alcuni manterrà anche dopo un rapporto epistolare), dei bambini che chiedono la cioccolata, del vino di Matera che ha un sapore molto buono.
“Orr era colto, dotato di qualità artistiche nonché di spirito di osservazione, sempre pronto a partire per qualche nuova escursione”. E infatti tantissimi sono i riferimenti geografici e storici, che oggi sono riconoscibili e che gli autori sono riusciti a individuare. Inoltre insieme al diario sono stati ritrovati circa trecento acquerelli, che sembrano delle vere e proprie istantanee fotografiche dei diversi luoghi. Molti di questi suoi lavori sono appunto esposti in una sala del Museo stesso: una sala che sembra “stonare” rispetto ai reperti di guerra custoditi negli altri ambienti. Attraverso questi lavori si fa un emozionante tuffo nella storia. L’arte ci ricorda che anche nei momenti di distruzione e di morte prevale l’umanità del soldato, il quale non si dimentica mai “dell’intima bontà dell’uomo”.
Infine ricordo che “L’intento del museo è quello di mantenere viva la memoria storica degli eventi per poterli fare conoscere alle attuali e future generazioni, preservando tali reperti e documenti dall’oblio del tempo e, soprattutto, per rendere memoria e riconoscimento a chi ha combattuto, a volte pagando il prezzo più caro, per dare a noi oggi una società libera e democratica.”
Per chi si trovasse in Toscana fate una deviazione a Montemurlo per visitare questa piccola ma mirabile realtà storica, frutto della passione di alcuni ricercatori locali.
