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INFRASTRUTTURE: NOTA DOLENTE ITALIANA. IL CASO DEL PONTE CROLLATO AD ALBIANO MAGRA

Nell’aprile del 2020, è rovinosamente crollato il ponte di Albiano Magra, al confine fra Toscana e Liguria, ma nel territorio appartenente alla provincia di Massa-Carrara. Ebbene, dopo dieci mesi, nulla è stato fatto e diversi residenti stanno tuttora subendo i disagi della prim’ora. Nonostante l’attenzione mediatica, anche di trasmissioni di carattere nazionale, la situazione non si è, purtroppo, sbloccata e c’è il forte rischio che le cose restino inalterate per lungo tempo ancora. Dapprima, è stato messo come Commissario Straordinario, l’uscente Governatore Rossi che, probabilmente, proprio perchè a fine mandato non si è impegnato granchè. Dopo svariati mesi, è stato nominato un tecnico che dovrebbe occuparsi dello smaltimento delle macerie e della successiva ricostruzione della stessa struttura. Ad oggi, però, nulla praticamente è stato fatto ed anzi il maltempo ha, se possibile, creato ulteriori criticità. Interpellata, l’Anas ha risposto che finchè ci sono le indagini della Magistratura, lo stesse Ente non può assolutamente iniziare i lavori. Un classico rimpallo di responsabilità che è ormai uno “sport” consolidato in Italia. Per carità, sappiamo che la Giustizia in Italia va al rallentatore, ma di fronte a questi eventi, è auspicabile che si cerchi quantomeno di accelerare le tempistiche. I cittadini sono disorientati ed anche ovviamente preoccupati, poichè l’inverno non è ancora terminato e ci potranno, dunque, essere ulteriori situazioni di estremo disagio e pericolo come quelle che, potenzialmente, vi sono state nelle scorse settimane. E’ fondamentale, dunque, un deciso cambio di passo per scongiurare che situazioni analoghe, sfocino per mesi e mesi in un deleterio ed inaccettabile nulla di fatto. I collegamenti viari e ferroviari devono essere sempre garantiti ai massimi livelli e la burocrazia deve essere, pertanto, ridotta ai minimi termini. Se invece che semplificare si lasciano le cose come prima, le persone, in generale, troveranno costantemente degli ostacoli insormontabili quando si devono rapportare con lo Stato. Intanto, anche il furgoncino che, per mesi, era rimasto in bilico sul troncone di ponte sopravissuto, è stato spazzato via dalle abbondanti piogge; un ulteriore segnale di potenziale pericolosità, perchè tutti i detriti finiscono a valle, con le inevitabili conseguenze del caso. La nostra speranza, come riferito dalla stessa Anas, è che a marzo, finalmente, ci siano delle sostanziali novità in merito alla partenza dei lavori. Lo si deve, principalmente, a tutte quelle persone che risiedono o lavorano in zona; è necessario, dunque, rispettarle e venire incontro alle loro naturali necessità, al momento, colpevolmente e ripetutamente, non prese in debita considerazione.

Manuel Vescovi

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