Petrolio e bollette: perché questo autunno ci costa di più (e cosa possiamo fare)

A cura di Marco Fancelli
Se negli ultimi mesi avete avuto la sensazione che il pieno costi sempre di più, non è un’impressione. A settembre il gasolio ha superato il suo record storico, quello del marzo 2022, quando pensavamo di aver visto il peggio con la crisi in Ucraina. Oggi sia il diesel sia la benzina stanno stabilmente sopra i 2 euro al litro, e un pieno di un’utilitaria supera facilmente i 100 euro.
Da dove nasce tutto
La causa principale è lontana da noi, ma ci riguarda da vicino. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio di mare da cui transita circa un quinto dell’energia mondiale. L’Agenzia Internazionale dell’Energia l’ha definita la più grave interruzione delle forniture di petrolio mai registrata.
Il risultato è che il prezzo del petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile, con un aumento di oltre il 50% rispetto a un anno fa. Per fare un confronto, a inizio anno si parlava addirittura di petrolio in eccesso e prezzi in calo. Poi è bastato un conflitto per ribaltare tutto.
Il pieno: attenzione allo sconto che finisce
Sul prezzo del carburante pesa anche un’altra scelta: il Governo sta riducendo gradualmente lo sconto sulle accise del gasolio, che era stato introdotto per attutire i rincari. Senza quello sconto, il diesel avrebbe già superato i 2,40 euro al litro. Man mano che lo sconto si esaurisce, a parità di petrolio, il prezzo alla pompa sale.
E c’è un effetto meno visibile ma altrettanto importante: in Italia quasi tutte le merci viaggiano su camion, e i camion vanno a gasolio. Quando il carburante aumenta, prima o poi aumenta tutto ciò che compriamo.
Le bollette: il rincaro silenzioso
Se il carburante lo vediamo ogni volta che facciamo il pieno, le bollette arrivano più lentamente, ma colpiscono lo stesso. Il gas ha seguito la corsa del petrolio: per le famiglie seguite dall’Autorità per l’energia, ad agosto la bolletta del gas è aumentata del 6,9% in un solo mese, dopo un aumento di quasi il 10% già a luglio. Per una famiglia media, parliamo di circa 1.580 euro l’anno solo di gas.
Anche la luce segue la stessa strada, perché in Italia gran parte dell’elettricità viene prodotta proprio con il gas. Secondo le stime di Nomisma Energia, nel 2026 una famiglia tipo spenderà 515 euro in più tra luce e gas rispetto al 2025.
Una curiosità che fa riflettere: a fine 2025 le previsioni dicevano che quest’anno avremmo risparmiato oltre 200 euro in bolletta. È andata esattamente al contrario. Quando si parla di energia, basta un evento imprevisto per cambiare tutto.
L’inflazione torna a farsi sentire
Tutto questo si vede nei dati sull’inflazione: ad agosto i prezzi sono saliti del 3,3% rispetto a un anno fa, il livello più alto da quasi tre anni, spinti quasi esclusivamente dall’energia. Secondo il Codacons, per una famiglia tipo significa circa 1.100 euro in più all’anno, che diventano 1.500 per una famiglia con due figli.
La parte curiosa è che la spesa al supermercato, per ora, tiene. A salire di più sono le cose che compriamo più spesso, carburante in testa. Ed è per questo che la sensazione di impoverimento è così forte, anche quando il carrello sembra costare quasi come prima. Il rischio però è che nei prossimi mesi i rincari dell’energia si trasferiscano anche sui prodotti di tutti i giorni.
Cosa possiamo fare
Nessuno di noi può riaprire lo Stretto di Hormuz, ma qualcosa per difendersi si può fare. Prima di fare il pieno conviene controllare i prezzi dei distributori vicini, anche con le app gratuite del Ministero: tra un impianto e l’altro, e soprattutto rispetto all’autostrada, la differenza può essere di diversi centesimi al litro. Sulle bollette, questo è il momento giusto per guardare il proprio contratto, prima che arrivi il freddo. Un prezzo fisso oggi non è più un affare come qualche mese fa, ma dà una garanzia preziosa: sapere quanto si pagherà in pieno inverno.
La vera domanda non è quanto costerà il petrolio la settimana prossima, ma quanto durerà questa situazione. Un rincaro breve si assorbe; uno lungo cambia le abitudini delle famiglie e frena l’economia di un Paese come il nostro, che l’energia la compra quasi tutta dall’estero. Molto dipenderà da quello che succederà in Medio Oriente. Io continuerò a seguirlo da vicino, e a raccontarvelo.




