Un libro di Rosa Teruzzi

Commento di Erika Basile
La protagonista è una giovane ragazza di venti anni che, dopo aver abbandonato gli studi universitari in Archeologia, si ritrova a lavorare come precaria nella redazione di un giornale di Milano, la “Città”. Lei, da circa un anno e mezzo, si occupa di cronaca nera e si chiama Irene Milani. Viene soprannominata la Smilza (pare che nella redazione di un giornale tra colleghi si è soliti darsi dei soprannomi in manieraa affettuosa e confidenziale) perchè è molto magra, sembra che sia sempre sul punto di spezzarsi e poi si veste sempre di nero ed in maniera scialba. Si muove per Milano accompagnata dal fido fotografo Angelo, detto Piè Veloce, per la sua capacità, nonostante la sua mole, di intrufolarsi dappertutto e di fotografare tutto e tutti.
Ma ha un intuito particolare per la sua età ed una capacità di scrivere tale da catturare i lettori ed i suoi colleghi. Inoltre ha un dono: ha la facoltà di percepire il disagio e la sofferenza altrui semplicemente sfiorando l’altro. Irene chiama questa sua capacità la “Cosa”: “un senso di agitazione che le chiude la gola, poi l’afferra alla stomaco, si allarga nel petto, le percorre le gambe inchiodandole al pavimento. Non è paura, è male: un’angoscia sorda e profonda che la riempie. Si sente oppressa, senza difese”. All’inizio pensa di essere semplicemente depressa o di avere dei disturbi mentali e si rivolge ad uno specialista, dopo essersi confidata con sua madre. Ma poi comprende, grazie al supporto di Viola, la sua vicina casa, che Irene considera come una sorta di sorella maggiore, che lei sente il dolore o la paura degli altri.
Collabora spesso con il nuovo capo della Squadra Mobile, Beppe De Feo, che apprezza le sue intuizioni e i suoi suggerimenti. Anche lui nell’ambiente ha un soprannome “Il Ruvido” per i modi spicci e per le risposte spesso evasive.
La nostra protagonista deve anche confrontarsi con la sua vita quotidiana: la ricerca di un padre che l’ha abbandonata prima che nascesse; il confronto-scontro con il carattere della madre detta “Signora Perfezione”, perchè sempre in ordine e vestita all’ultima moda, tutta griffata; le attenzioni verso uomini che non la considerano per niente.
Seguiamo la Smilza in giro in un’afosa Milano, dietro furti ed omicidi: tutti brillantemente risolti, anche grazie alle sue osservazioni puntuali.
Alla fine scopre la gioia dentro di sé, sente una sensazione di pace e di bellezza…e la “Cosa” si trasforma.
Buona lettura e ricordate nulla è per caso!!




