L’Opinione di Emanuela Fancelli

Esiste un luogo nel quale accadono eventi e nel quale, per ogni evento, esistono mille spiegazioni.
Il fatto rimane.
Quello che cambia è la sua lettura.
La ricostruzione di un evento non coincide necessariamente con la sua verità; ma se ci allontaniamo dal singolo “fatto” e osserviamo l’insieme di ciò che è accaduto, forse possiamo avvicinarci a una spiegazione più plausibile, restringendo il campo delle possibilità.
Il mondo è un grande triangolo delle Bermuda, i cui vertici sono Stati Uniti, Russia e Cina.
Gli eventi accadono e ricevono mille interpretazioni. Considerati isolatamente, possono apparire inspiegabili, contraddittori, persino casuali. Collocati nella successione degli avvenimenti e nelle relazioni tra i tre vertici, possono invece assumere una razionalità diversa.
Non una verità nascosta, dunque, ma una geometria.
È qui che la triangolazione geopolitica diventa una chiave di lettura. Un evento può trovare una spiegazione più plausibile se osservato non soltanto nel momento in cui si manifesta, ma attraverso i movimenti che lo hanno preceduto e le relazioni nelle quali si inserisce.
Una decisione di oggi può trovare la propria origine in una scelta compiuta mesi prima da un leader o da un governo. Una posizione apparentemente improvvisa può essere il risultato di un equilibrio lentamente modificatosi. Una crisi può essere il punto di emersione di una dinamica già in corso.
La triangolazione è reale, i vertici sono sempre gli stessi; ciò che muta è la forma del triangolo.
Le relazioni possono produrre convergenze temporanee, contrapposizioni, interessi che si sovrappongono soltanto su singole questioni. Un polo può cercare di contenere l’altro attraverso il rapporto con il terzo, mentre potenze e soggetti esterni ai tre vertici possono diventare, di volta in volta, interlocutori, terreno di confronto o strumenti di equilibrio.
Possono così determinarsi convergenze che sembrano alleanze e successive fratture che sembrano tradimenti, ma che potrebbero essere, più semplicemente, riallineamenti dettati dalla mutevolezza degli interessi.
Eppure, proprio tra questi tre poli, sembra esistere una forma di rispetto che va oltre le singole convenienze.
Non un rispetto morale, naturalmente, ma il riconoscimento reciproco della forza e del ruolo dell’altro.
Ed è forse proprio questo riconoscimento a suggerire l’esistenza di un limite che non è consentito oltrepassare.
Esistono regole non scritte che disciplinano il gioco della triangolazione?
Chi tradisse completamente uno dei tre, ottenendo nell’immediato un vantaggio, potrebbe, ad esempio, diventare poco affidabile agli occhi degli altri due.
Perché, in una geometria di questo tipo, la convenienza di oggi non cancella necessariamente la memoria di domani.
E forse è proprio questo tacito riconoscimento dei tre poli a impedire che ogni convergenza si trasformi in un’alleanza definitiva e ogni conflitto in una rottura irreversibile.
Il triangolo rimane.
Cambiano le distanze, gli equilibri, le convenienze.
Ed è forse proprio in questa prospettiva che alcuni eventi recenti meritano di essere riletti, compreso ciò che è accaduto a Ceuta e il ruolo assunto dalla Spagna nella vicenda.
Non per attribuire agli avvenimenti una regia che non possiamo dimostrare, ma per domandarci se, collocandoli dentro una sequenza più ampia, la loro interpretazione possa cambiare.
Una decisione politica, un’accusa, una crisi diplomatica possono avere effetti che eccedono le intenzioni di chi li ha determinati e diventare, a loro volta, elementi di una dinamica internazionale più vasta.
Ciò che appare improvviso può essere il momento nel quale diventa visibile qualcosa che aveva cominciato a muoversi molto prima.
E tuttavia la triangolazione non risolve l’enigma.
Può ricostruire dinamiche, riconoscere convergenze, collegare decisioni lontane nel tempo e restringere il campo delle possibilità.
Ma l’evento, nella sua interezza, conserva una zona di opacità.
Più allarghiamo lo sguardo, più la figura diventa leggibile; ma proprio quando crediamo di averne ricostruito la geometria, rimane qualcosa che sfugge alla spiegazione definitiva.
Forse è questa la vera natura del nostro triangolo delle Bermuda.
Il fatto rimane. La spiegazione si avvicina. La certezza continua a sfuggire.




