Un libro di Alessia Gazzola

Commento a cura di Erika Basile
Ci troviamo a Londra negli anni Venti, per la precisione nel 1925. La famiglia Bernabò, proveniente da Firenze, segue la carriera universitaria del capo famiglia Leonida, docente di italianistica. La protagonista si chiama Beatrice Bernabò, chiamata in modo affettuoso dai suoi conoscenti inglesi Miss Bee, Miss perchè è ancora una ragazza nubile. Inoltre, si tratta di una “ragazza scapestrata e ribelle” per i canoni dell’epoca: decide di lavorare per conquistarsi un’indipendenza economica e per non dipendere mai nella sua vita dagli uomini, o un padre o un marito.
“La libertà è la cosa più preziosa che possiedo. Non la sacrificherò mai”.
Questo libro è il terzo capitolo della nuova eroina creata dalla penna della scrittrice Alessia Gazzola, che forse tutti voi conoscerete per aver dato vita a “L’allieva”, fortunata serie televisiva con protagonista un medico legale.
La nostra Miss Bee lavora come segretaria presso l’ambasciata italiana a Londra, in quanto lo stesso ambasciatore e sua moglie sono vecchi amici di famiglia, provenendo tutti quanti da Firenze.
Ma dei fatti curiosi sconvolgono la vita quotidiana proprio in ambasciata: oggetti spostati, rumori strani di notte, una giovane cameriera che si licenzia all’improvviso e scompare. In particolare modo sembra che alcuni di questi strani avvenimenti prendano di mira proprio la moglie dell’ambasciatore: nel suo cassetto della banchieria intima in camera da letto viene ritrovato dalla signora un indumento sporco di sangue.
Si coinvolge in modo informale un ispettore capo Archer Blackburn di Scotland Yard, vecchia e affettuosa conoscenza proprio della nostra protagonista.
Ci si chiede insistentemente in ambasciata se si sia trattato di un’insolenza compiuta da qualcuno della servitù o se invece si tratta di una minaccia che proviene dall’esterno da parte di anarchici o sovversivi.
Tutto fa pensare al peggio: la famiglia Bernabò sta ospitando proprio in quei giorni un lontano parente, anche lui arrivato da Firenze: è un medico giunto a Londra per ottenere un’importante specializzazione presso un’università famosa, ma si teme che possa essere coinvolto con degli anarchici in fuga dall’Italia.
Dopo qualche giorno proprio in ambasciata viene scoperta una bomba e la cameriera scomparsa invece viene ritrovata morta.
Matrimoni combinati, giovani donne sedotte e abbandonate, il buon nome della famiglia da rispettare: sembra di stare in una scena di Downton Abbey, altra fortunata serie televisiva di costume.
Come tutti i gialli che si rispettano, anche in questo caso vale il motto che “niente è come sembra”.




