PICCOLE IMPRESE, GRANDI SCELTE 

Strumenti, esperienze e strategie per affrontare le sfide gestionali nell’economia che cambia.

A cura del Dott. Fabrizio Bernardini

La rubrica “Piccole Imprese, Grandi Scelte” nasce con l’obiettivo di offrire, ogni mese, uno sguardo concreto e operativo sul mondo delle micro e piccole imprese italiane, analizzandone criticità, opportunità e strategie di rilancio. Un appuntamento fisso per chi vuole comprendere e migliorare la gestione della propria attività, attraverso esperienze, dati e strumenti professionali.

Perché una  nuova rubrica mensile dedicata all’economia delle PMI?

Affrontare il cambiamento socio-politico significa, anche, occuparsi del cambiamento del nostro tessuto economico e, in attesa di “concrete” riforme fiscali e amministrative, tenteremo di fornire le basi di un cambiamento gestionale delle nostre Microimprese e PMI. Personalmente, sono convinto che nella modesta e umile gestione delle nostre piccole attività economiche, si perda qualche punto percentuale del PIL. 

Questo, lo posso sostenere grazie ai 35 anni di professione trascorsi al fianco dei piccoli imprenditori, ricercando loro nuove forme gestionali. Con una serie di articoli mirati a questi delicati problemi e al più elettrizzante tema delle “Startup”, avremo il piacere di ripercorrere  e condividere tutte le esperienze, ricerche e risposte maturate nel percorso professionale.

Ogni 15 del mese una riflessione mirata allo stimolo dell’avvio d’impresa e del “fare” impresa, oltre alla conduzione nella direzione del massimo profitto. 

Sovente, il piccolo imprenditore agisce, dando seguito al proprio intuito, e giustifica ogni suo operato con l’assunto “ho sempre fatto in questo modo”; ebbene, questo, non è più sufficiente in quanto lo scenario intorno ad essi, ovvero il contesto economico e commerciale, è profondamente cambiato. In meglio o in peggio non importa, il fatto è che nulla è uguale a prima. Allora, dobbiamo avere l’umiltà di comprendere che, anche la gestione e le dinamiche per portare avanti le nostre attività economiche, sono da riscrivere. 

Vi siete mai chiesti perché i debiti fiscali e contributivi delle aziende sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni?

Secondo l’Osservatorio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, nel 2023 oltre il 42% delle PMI ha osservato un aumento del loro debito fiscale di oltre il 32%. Un altro rapporto (ItaliaOggi, su base campione di circa 43.000 PMI) rileva che una PMI su due ha registrato un incremento dei debiti fiscali rispetto al 2022, con un aumento complessivo del 35% circa.

Allargando lo sguardo a tutte le imprese (non solo PMI), nel 2023 il debito fiscale complessivo in Italia è stimato attorno a 1.200 miliardi di euro, corrispondente al 60% del Pil.

Questo dato evidenzia, da una parte, la gravità del problema fiscale nel tessuto imprenditoriale italiano, con un peso fiscale che supera il 50% degli utili prodotti e, dall’altra parte, anche una gestione imprenditoriale sempre più scellerata o, meglio, obbligata a rateizzare tali debiti, con inevitabili ripercussioni negative sulla salute aziendale, provocando un peggioramento della situazione finanziaria, fino ad arrivare ad una situazione di insolvenza e di crisi aziendale.

Il ragionamento trasversale alle analisi “scontate e abituali” del livello eccessivo del carico fiscale, va rivolto alla gestione aziendale che non può rimanere ancorata a vecchi ragionamenti basati sull’intuito personale del titolare. Mi spiego meglio: la gestione del prezzo di vendita, dei costi fissi e variabili, del ricorso al credito, della comunicazione e promozione, ecc. deve adeguarsi all’attuale contesto economico concorrenziale. Facciamo un esempio concreto, se abbiamo una struttura con costi eccessivi, ci spinge ad applicare prezzi di vendita magari non adeguati al prezzo medio di mercato del settore di appartenenza, con inevitabile calo del fatturato. Per questo è imprescindibile non analizzare la struttura dei costi, la gestione finanziaria dell’azienda e capire quale sia il proprio “market reputation”. La tempestività evita l’irreparabile e, avere gli attrezzi e le professionalità giuste, diventa indispensabile. Individuare in tempo le c.d. “falle economiche”, come eventuali “rami secchi”, significa avere molte più probabilità di salvare l’azienda dal dissesto, ma per far sì che questo accada occorre superare l’attuale impostazione contabile delle piccole aziende, avvicinandole più al modello contabile-gestionale delle aziende più grandi, rilevando quei “dati nascosti” alla contabilità del proprio Commercialista. Ricordo che, quest’ultima ha il fine primario di rilevare la base imponibile fiscale e di rappresentare (come fossero fotografie) la situazione economica e patrimoniale basata su dati storici e, quindi, molte volte superati al momento della loro rappresentazione.

Quindi, le piccole realtà economiche devono essere stimolate e accompagnate nel cambiamento del proprio modello gestionale, portandole a rilevare più dati di produttività, efficienza e liquidità, elaborati con l’ausilio di professionisti specializzati nella gestione aziendale, in modo da conoscere profondamente la propria azienda e operare scelte dettate da fatti, anziché, dalle intuizioni.

Non per ultimo, vorrei azzardare anche una proposta pragmatica a sostegno di quanto sopra, la nascita di Centri Formativi e Gestionali Imprenditoriali dove colui, che si appresta ad avviare un’attività economica, viene in possesso di un attestato derivante da un corso specifico e dove l’elaborazione e l’analisi dei “dati nascosti” viene effettuata da esperti e coaching aziendalistici.

Dottore Commercialista, Revisore Legale, Innovation Manager, Evolutore Aziendale, Fabrizio Bernardini, in oltre 35 anni di professione, in cui si è occupato a vari livelli della gestione delle PMI e delle Startup, oltre alle aree fiscali e societarie, ha conosciuto il mondo delle piccole imprese come pochi ed è in grado di offrire un aiuto importante alla direzione e allo sviluppo di esse. In particolare, ha fondato l’incubatore e acceleratore “Startup & Go srl”, è Presidente della “Fondazione Bernardini Impresa & Sviluppo”, è coordinatore della Commissione Studi “Innovazione e Sviluppo” presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Lucca, è organizzatore del Festival “Business Innovation”, collabora con gli Osservatori del Politecnico di Milano per la Digitalizzazione e l’Innovazione Professionale, è ideatore della nuova figura professionale l’ “Evolutore Aziendale”, è Partner 24 Ore, collabora con riviste specialistiche, ha insegnato materie tecniche.

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