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Politica e maledizioni

Matteo Salvini è in campagna elettorale per le regionali della Toscana, ovunque si muove tra sostenitori e contestatori. Le trappole e gli incidenti sono all’ordine del giorno, come è già accaduto in altre regioni. Mercoledì 9 settembre 2020, a Pontassieve, Salvini sta camminando tra le due ali di una piccola folla quando all’improvviso una giovane donna, trent’anni, di origine congolese, ben vestita e tenuta (i giornali riportano che ha regolare permesso di soggiorno ed è impegnata in un progetto di servizio civile presso la polizia municipale del Comune di Pontassieve), gli si para davanti strappandogli prima il rosario, poi la camicia e infine con il dito rivolto verso il suo volto lo maledice più volte. Interviene la scorta che di forza l’accompagna a lato, lei non demorde dal suo intento, divincolandosi  ripete il gesto con una minaccia ancora più esplicita. Sui fatti di Pontassieve abbiamo interpellato l’antropologo Vinicio Serino, membro dell’ISPIG (Istituto Studi Politici diretto da Giorgio Galli) per chiedergli, come è stato ipotizzato dal quotidiano Il Giornale, che vi ha visto un vero e proprio atto di “magia nera”, culminato con la maledizione pronunciata dalla donna congolese verso il capo politico del principale partito italiano, se è credibile tale ipotesi.

“Difficile esprimere un parere sicuro al riguardo. Interessante comunque l’origine della donna che, appunto, proviene dal Congo. Sarebbe ancora più interessante sapere da quale parte di questo paese. In alcune zone del Congo – come pure nei territori contigui del Sudan e della Repubblica Centroafricana – vivono gli Azande, una popolazione che fu oggetto di studio, negli anni ’30 dello scorso secolo, da parte dell’antropologo  inglese Edward E. Evans-Pritchard per le loro pratiche magiche. La sua ricerca, rigorosamente condotta sul campo, portò alla pubblicazione di un 

testo, ”Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande” che, con riferimento alle “arti oscure” delle popolazioni africane, è considerata un’opera fondamentale. E proprio a proposito delle maledizioni Evans Pritchard riferisce che “il semplice fatto di provare avversione e di dire parole contro un individuo non può nuocergli gravemente, a meno che tra le due persone che si scontrano non intercorra una preciso legame sociale”. In sostanza, le maledizioni nei confronti di estranei non sarebbero in grado di produrre danni ma…”

Tra Matteo Salvini, senatore, già ministro degli interni, e la donna congolese, che svolge attività di mediatore culturale nel nostro paese, potrebbe intercorrere un importante rapporto sociale?

“Può essere quello tra politico-governante e residente-governata. Quindi se davvero il gesto, che a prima vista sembrerebbe una sorta di “esplosione isterica”, è effettivamente una maledizione i presupposti magici ci sarebbero tutti.

Da questo punto di vista, allora, assumerebbero valore i gesti e la parole pronunciate dalla donna, ripetute più volte; potrebbero essere la formula che avvia l’operazione rituale con lo strappo del rosario, ossia dell’oggetto di protezione che il “maledetto” reca sempre con sé, che si “ perfeziona” con il dito minacciosamente puntato contro di lui, per fare in modo che le energie maligne raggiungano lo scopo, ossia colpiscano la vittima designata. Nelle immagini raccolte sul Web la donna strappa anche la camicia di Salvini: questo potrebbe far pensare al tentativo di impossessarsi di un pezzo di un indumento indossato dal soggetto colpito – e quindi a contatto col suo corpo – da utilizzare in ulteriori, successive pratiche rituali. Per altro non sembrerebbe, dal filmato, che l’operazione di acquisizione abbia avuto successo.”

Che cosa potrebbe fare chi viene colpito da una tale maledizione, oltre al perdono, indispensabile per non innescare la spirale negativa?

“Opposto alla maledizione è, ovviamente, la benedizione, come quella che riceve Giacobbe dal padre Isacco – per altro raccolta con uno stratagemma – e dall’Angelo col quale ha combattuto: la sua potenza si fonda sulla forza della parola. E’ con la parola, con il biblico Fiat, che l’Eterno ha avviato la creazione del mondo. La benedizione, berakah in ebraico, ha come scopo quello di attirare il «favore divino» su chi la riceve.

Questo favore nasconde, nella convinzione di chi ne beneficia, un recondito ma irresistibile potere. Un antidoto verso ogni maledizione.”

Una società come la nostra è rapidamente destinata a essere multiculturale, sotto la spinta di massicci flussi migratori da territori dove tali pratiche sono parte essenziale della loro cultura. Gli italiani appaiono sprovvisti di difese e consapevolezza del pericolo. Congolesi, nigeriani, brasiliani, marocchini, ecc.. ci riportano con le loro convinzioni e applicazioni magiche, bianche o nere che siano, con l’orologio indietro nel tempo, in una dimensione che si pensava di aver definitivamente superato. 

Articolo tratto da: CIVICA

Link all’articolo originale: http://www.civica.one/il-politico-e-le-maledizioni/